Omicidio Lupo a Favara, i particolari dell’indagine che ha portato al fermo dell’ex suocero

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Agrigento e della Tenenza di Favara, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di Giuseppe Barba, 66enne, pensionato, residente a Favara, ritenuto responsabile dell’omicidio di Salvatore Lupo, avvenuto il pomeriggio del 15 agosto scorso all’interno di un bar del centro di Favara. Il provvedimento restrittivo, emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è stato firmato dal Procuratore Dott. Luigi Patronaggio, e dai Sostituti Procuratori Paola Vetro e Chiara Bisso.  La vittima è stata uccisa con tre colpi di pistola, esplosi da distanza ravvicinata, che lo attingevano alla guancia destra, alla spalla destra ed alla regione temporale sinistra; quest’ultimo ritenuto mortale in sede di esame autoptico.

Le indagini avviate dai Carabinieri di Favara, coordinati dalla Compagnia di Agrigento, hanno permesso di esplorare fin da subito – viene ricostruito in una nota degli investigatori – la pista del delitto scaturito in ambito familiare. Dalle prime testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti dagli inquirenti, nonché da pregresse diatribe tra le parti note ai Carabinieri di Favara, è emerso in maniera evidente un aspro conflitto tra la vittima, l’ex moglie ed il padre di quest’ultima. Conflitti scaturiti da interessi economici connessi alla separazione tra i coniugi. In particolare, l’attività investigativa si è concentrata sull’analisi delle immagini registrate dai vari sistemi di video sorveglianza attivi nei pressi del luogo del reato.

Analisi, che ha consentito di ricostruire le fasi salienti del delitto in maniera puntuale. I filmati visionati hanno documentato che l’autovettura di Salvatore Lupo –una Porsche Macan-  verso le ore 17.43 si dirige verso l’America Bar di Favara- Via IV Novembre-  Dopo aver parcheggiato, Lupo scende dal veicolo e si dirige all’interno del locale. Dopo alcuni minuti si nota il transito dell’autovettura Fiat Panda, in uso all’ex suocero, che si parcheggia nei pressi del medesimo Bar. Il conducente scende dal mezzo e si dirige presso l’esercizio commerciale. Pochi secondi dopo le telecamere registrano un fuggi fuggi generale dei passanti e degli avventori che si trovavano all’interno del locale.

Trambusto dovuto chiaramente ai colpi di arma da fuoco esplosi all’indirizzo di Lupo. Successivamente il conducente della Fiat Panda si allontana a bordo dell’autoveicolo. Il contesto investigativo cosi ricostruito, viene suffragato inoltre dagli accertamenti di microscopia elettronica eseguiti dai Carabinieri del Ris di Messina che, incaricati di analizzare i prelievi eseguiti sull’indagato e sull’autovettura Fiat Panda, hanno rilevato la presenza di numerose particelle di piombo caratteristiche ed univoche dell’esplosione recente di colpi di arma da fuoco. Sulla scorta di tali gravi e concordanti indizi di colpevolezza, la Procura della Repubblica di Agrigento, condividendo le evidenze investigative acquisite, ha emesso il Decreto di Fermo di indiziato di delitto a carico del 66 enne che è stato associato presso la Casa Circondariale di Agrigento ove nei prossimi giorni sarà interrogato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento. L’uomo e accusato di omicidio con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi, di porto e detenzione abusivo di armi comune da sparo.