L’eredità di Livatino, di Falcone e Borsellino e l’altra faccia della Sicilia al festival ”Collegamenti”

E’ il giorno in cui l’eredità civile, morale e spirituale lasciata dal giudice Rosario Angelo Livatino potrà essere osservata da vicino, il giorno in cui la memoria di quel 21 settembre 1990 diventerà concretezza. Uno dei simboli del martirio del primo magistrato beato nella storia della Chiesa torna ad “abbracciare” – dopo la reliquia della camicia insanguinata – Canicattì e tutta la provincia. Trentuno anni dopo il massacro del giudice Livatino, la Ford Fiesta amaranto che venne raggiunta da più colpi d’arma da fuoco, poco prima che il magistrato trentottenne cercasse salvezza scappando lungo la sottostante scarpata della statale Agrigento-Caltanissetta, torna per le strade di Canicattì e poi in esposizione al centro culturale San Domenico. In occasione della Settimana della Legalità – Festival COLLEGAMENTI che è in corso proprio al centro culturale di piazza Dante, la Ford Fiesta resterà visitabile oggi e domani fino alle ore 19.

Ieri sera, con il percorso di immersione sonora “La Strada” – ideato e coordinato da Simone Luglio che è anche il direttore artistico del Festival della Legalità-COLLEGAMENTI – è stato possibile fare un viaggio nel tempo e rivivere i luoghi simbolo di Canicattì e della vita del giudice Livatino. Il pubblico che ha partecipato ai diversi turni del percorso ha avuto anche la possibilità di visitare la casa del giudice-beato, un’abitazione che, grazie alle cuffie wireless di cui ogni partecipante è stato dotato, è tornata a vivere. Il viaggio sensoriale ha entusiasmo e commosso. La drammaturgia sonora è stata curata da Chiara     Callegari con Lucia Cammalleri, Giovanna Mangiù, Giovanni Santangelo, Michele Carvello, Lillo Zarbo, Carmelo di Bella, Loriano Moncado, Michele Cazzetta e Alfonso Guadagnino. Sempre ieri, al centro culturale, è stato possibile ascoltare – e in tanti hanno manifestato interesse per la vicenda umana – il testimone di giustizia Ignazio Cutrò che ha denunciato e fatto arrestare i suoi estorsori.

Stasera, a partire dalle ore 20,45, sarà il momento de “L’ultima estate – Falcone e Borsellino trent’anni dopo” di Claudio Fava, con la regia di Chiara Callegari. Sul palcoscenico, due attori – Simone Luglio interpreterà Giovanni Falcone e Giovanni Santangelo indosserà i panni di Paolo Borsellino – ed elementi scenici ridotti all’essenziale, perché la padrona della scena sarà la parola. “L’ultima estate” è un mosaico di eventi, in un delicato intrecciarsi di momenti ironici e amari, pubblici e intimi. Alle ore 22, spazio alla musica con “I Siciliani” della compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato e dell’attore e regista Ninni Bruschetta. Il duo proporrà un’altra faccia della Sicilia, quella poetica e letteraria. E’ saltato, a causa di una sopraggiunta difficoltà di Claudio Fava, l’incontro e la lettura drammatizzata “La grande menzogna, il depistaggio di via D’Amelio”.  L’accesso al festival sarà garantito solo in presenza di certificazione verde Covid-19 (Green pass). Verranno rispettate tutte le normative anti-contagio attuali.