Beni culturali in Sicilia, Iacono (Pd): ”No tagli insensati, serve riforma del sistema”

“Il governo regionale siciliano sta varando l’ennesima ‘rimodulazione’ dell’Assessorato ai Beni Culturali, che come abbiamo già denunciato, avrà gravissime conseguenze sul sistema di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un sistema già in grande affanno, in cui oggi si taglia a casaccio operando scelte, che non hanno alla base nessuna considerazione del funzionamento delle strutture e del loro significato tecnico scientifico”.

Lo scrive in una nota  Giovanna Iacono, responsabile Cultura della segreteria regionale Pd Sicilia e presidente dei democratici in provincia di Agrigento, che aggiunge: “Viene stravolta con un provvedimento amministrativo l’impalcatura del sistema prevista dalla legge regionale 80 del 1977, che ha ispirato l’attuale assetto del Ministero della Cultura. Le sezioni tecnico- scientifiche delle Soprintendenze previste dalla stessa legge vengono accorpate in due sole mega unità operative, che assommeranno, senza alcun criterio scientifico, l’una le competenze sui beni architettonici, storico-artistici, paesaggistici e demoetnoantropologici, l’altra quelle sui beni archeologici, archivistici e bibliografici.

Si tratta di scelte scellerate – sostiene Iacono – che di fatto privano del loro ruolo importanti Istituti culturali. Tra i paradossi più eclatanti quello della Biblioteca Casa Museo Luigi Pirandello di Agrigento e del Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa, tra i più antichi e importanti dell’Isola. La prima diventa una sezione di un’unità operativa della Soprintendenza, il secondo già privo di unità operativa, viene confermato sezione afferente il Parco Archeologico di Siracusa. Seguiamo da mesi con preoccupazione questa tragicomica vicenda e, condividendo l’allarme degli archeologi siciliani sul futuro dei nostri Beni culturali, ribadiamo la posizione del PD Sicilia.

È necessaria – conclude Giovanna Iacono – una vera riorganizzazione e urgente una riforma strutturale del sistema, al fine di riportare l’ordinamento dell’Assessorato a quello dei Ministero della Cultura, che tenga conto delle specialità e delle competenze necessarie per portare avanti i diversi servizi, garantire il funzionamento dell’Assessorato e rilanciare un settore che potrebbe rappresentare anche fattore di sviluppo e crescita per la Sicilia.  Il presidente Musumeci e l’assessore ai Beni culturali Samonà dovranno assumersi la responsabilità politica di aver portato a compimento il processo di definitiva distruzione del sistema siciliano dei beni culturali”.