Nella legge di Bilancio non c’e’ ancora “una risposta adeguata e sufficiente” rispetto alle richieste e alle proposte dei sindacati. La Cgil mette nero su bianco, nel documento approvato dall’assemblea generale, l’organismo piu’ alto e allargato del parlamentino, il giudizio sulla manovra, conferma il percorso di mobilitazione unitario con Cisl e Uil, ma non esclude, alla luce della prossima verifica, neppure lo sciopero generale. L’obiettivo e’ modificare e “migliorare” la manovra, a partire dal tema delle pensioni ma anche del fisco e non solo, riconoscendo “alcuni elementi positivi” sulle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, sanita’ e riforma degli ammortizzatori sociali. Per questo, da’ subito il via a tutte le strutture per organizzare una campagna straordinaria di assemblee nei luoghi di lavoro e nei territori e per mettere in campo manifestazioni e iniziative regionali e di categoria. “Alla luce delle verifiche sugli esiti di questa prima fase di mobilitazione e delle risposte che potranno arrivare dal Governo”, che saranno fatte insieme a Cisl e Uil in questo mese di novembre, “l’Assemblea generale da’ mandato alla segreteria nazionale, in ogni caso, di valutare e prevedere ulteriori mobilitazioni senza escludere iniziative e forme di lotta di carattere generale”, si legge nel documento.
Al centro, innanzitutto le pensioni, con il no a Quota 102: confermando la linea sostenuta sin dal primo momento dal segretario generale Maurizio Landini, per l’Assemblea della Cgil “la mediazione politica raggiunta” sui temi previdenziali interessa un numero “limitatissimo” di lavoratrici e lavoratori e non da’ una risposta complessiva sulla necessita’ di prevedere una flessibilita’ in uscita per tutti dopo 62 anni di eta’ o 41 anni di contributi, una pensione di garanzia per i giovani e interventi per le donne. Anche sul versante fiscale, la posizione e’ critica: la Cgil si dice contraria alla riduzione dell’Irap e chiede che tutte le risorse disponibili – gli 8 miliardi – siano destinate al taglio delle tasse per i lavoratori e i pensionati, oltre a misure concrete per il contrasto all’evasione fiscale e all’economia sommersa. Non ci sono neppure, e’ ancora la posizione di corso d’Italia, misure che contrastino la precarieta’ nel lavoro, ne’ risorse adeguate per sostenere la legge sulla non autosufficienza. (ANSA)
