Una proposta di legge di iniziativa popolare per favorire il riscatto dei contributi figurativi ai fini della misura delle pensioni, da parte dei lavoratori che hanno prestato la loro opera in attivita’ di lavori socialmente utili. Presentata nell’ambito del consiglio nazionale della Cisal, la delegazione siciliana composta da Angelo Lo Curto, Giuseppe Badagliacca, Gaspare Di Pasquale e Nicola Scaglione, la proposta e’ stata condivisa daI Segretari generali della Cisal, Francesco Cavallaro, e Csa, Francesco Garofalo, ed approvata all’unanimita’ da tutti i componenti del Consiglio che hanno apprezzato con entusiasmo l’iniziativa che tende a garantire, a tutti i lavoratori utilizzati in Asu/Lsu a partire dall’anno 1996, la possibilita’ di conseguire al termine del rapporto di lavoro una pensione che, anche seppur minima, sia almeno un po’ piu’ dignitosa. Cosi’ si legge in una nota della Cisal. “Tali lavoratori di tutte le amministrazioni – hanno spiegato – si ritrovano, per la peculiare caratteristica che non ha consentito di riconoscere i servizi prestati come rapporto di impiego, con un numero consistente di contributi figurativi, che seppur utili ai fini del conseguimento del diritto al raggiungimento dei requisiti per essere collocati in pensione con il sistema contributivo, nei fatti pero’ non risultano validi per la determinazione della misura del calcolo della pensione. Da cio’ – hanno proseguito – ne deriva che detti periodi, per poter avere un peso sulla pensione, devono essere riscattati ai fini pensionistici con il versamento degli oneri corrispondenti che, per la loro esosita’ e per le basse retribuzioni percepite, non possono essere sopportate dai lavoratori”.
L’iniziativa, ribadisce il comunicato Cisal, vuole favorire il riscatto dei contributi figurativi, con l’applicazione della sola quota a carico del lavoratore, una piu’ lunga rateizzazione o con la compensazione a valere sul Tfr, e ponendo gli oneri a carico dei datori di lavoro sul fondo di coesione dell’agenzia per la coesione territoriale, che ha proprio il fine di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo dell’Italia dal resto d’Europa e di colmare il gap dei ritardi delle regioni meno favorite o insulari, con le altre regioni del nord. La Cisal e tutte le Federazioni di categoria, ha proseguito il comunicato, si faranno, quindi, promotori della raccolta delle firme per raggiungere quanto prima i 50.000 sostenitori del disegno di legge di iniziativa popolare predisposto e consentirne la presentazione in Parlamento. I Segretari nazionali, inoltre, si sono fatti carico di intervenire nei confronti del ministro della funzione pubblica per far riaffermare il diritto dei lavoratori fragili a continuare ad effettuare la prestazione lavorativa in modalita’ agile, secondo il dettato dell’art. 26, comma 2 bis, del DL 18/2020, convertito in legge, ancora vigente nel nostro ordinamento. (Nova)

