Manovra, terminato incontro Draghi-sindacati: al centro pensioni e fisco

E’ terminato dopo circa due ore l’incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e i sindacati. Al centro della riunione la manovra, il fisco e le pensioni. Il governo “si e’ riservato di riflettere e far sapere ai sindacati cosa ha deciso” su fisco, pensioni e precarieta’ del lavoro: “la valutaizone definitiva” di Cgil, Cisl e Uil sara’ quindi fatta domani. Lo ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, al termine dell’incontro con Draghi. “Se su pensioni, fisco e precarieta’ le cose rimangono come adesso, il giudizio e’ di insuffienza e sara’ necessario proseguire le mobilitazioni e valutare insieme quali iniziative mettere in campo”.

“Domani in consiglio dei ministri verra’ esaminato l’emendamento finale” alla manovra. Lo ha dichiarato il leader della Uil, Pier Paolo Bombardieri, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. Bombardieri ha ribadito “l’insoddisfazione” dei sindacati. “Bisogna dare risposte ai tanti precari e lavoratori che hanno fatto camminare il Paese. Anche sulle pensioni non ci sono le risposte che attendevano i sindacati”. Nella manovra ci sono “prime conquiste sociali importanti, per la vita di lavoratori e lavoratrici, di pensionati e pensionate: ovviamente tutto cio’ non basta ed e’ la ragione per la quale aspettiamo di conoscere domani le decisioni che il governo si e’ riservato di valutare sulla base del confronto di questa sera”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio. “Continueremo ad esercitare una forte pressione sociale sul parlamento – ha aggiunto – nel tentativo di cambiare, migliorare la legge di bilancio che presenta tantissime luci, frutto anche della nostra lotta, ma ancora ombre: bisogna fare di piu’ su lavoro, investimenti, scuola, sulle pensioni ed e’ la ragione per cui continuieremo l’azione di pressione”.

Il confronto tra il governo e i sindacati sulla manovra continua: domani  è previsto un Consiglio dei ministri per mettere a punto l’emendamento del governo alla legge di bilancio sulla ripartizione degli 8 miliardi di euro stanziati per il taglio delle tasse.  L’85% dei 7 miliardi per l’intervento sull’Irpef appare destinato a fasce di reddito al di sotto di 50 mila euro. Prima del Cdm il premier Draghi riferira’ ai leader di Cgil, Cisl e Uil se e’ stato possibile accogliere alcune delle loro richieste. Oggi – secondo quanto si apprende dall’agenzia Agi – sono stati messi sul tavolo 2 miliardi, che proverrebbero dal meccanismo del saldo-acconto fiscale; 1,5 miliardi andranno ad una decontribuzione una tantum per lavoratori dipendenti con fasce di reddito sotto i 47 mila euro e 500 mila per rafforzare il fondo di compensazione finalizzato a fronteggiare il caro bollette. Il governo ha inoltre dato la disponibilita’ ad aumentare la no tax area per i pensionati a 8.500 euro.