Per l’identificazione dell’eta’ pensionabile siano utilizzati parametri scientifici propri della Medicina dello sport, che permettono di misurare l’eta’ biologica rispetto a quella anagrafica, anche in funzione delle diverse tipologie di lavoro piu’ o meno usuranti, anziche’ solo dati statistici sulle aspettative di vita e scelte politico-sindacali. E’ la proposta avanzata da Maurizio Casasco, presidente di Confapi ma anche della Federazione italiana (Fmsi) e di quella europea di Medicina dello Sport.
Intervenendo al 66 Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Gerontologia e Geriatria, Casasco ha sviluppato i concetti di “eta’ biologica ed eta’ anagrafica”, portando l’esperienza della specialita’ in Medicina dello sport, il cui know-how – affinato al fianco degli atleti di massimo livello – puo’ essere trasferito a tutta la popolazione, “come avvenuto col trasferimento tecnologico dalla Ferrari alla 500”.
Numerose evidenze scientifiche – ha sottolineato Casasco – hanno dimostrato che l’attivita’ fisica riduce l’infiammazione cellulare che e’ alla base delle principali patologie non trasmissibili e dell’invecchiamento e migliora, inoltre, il volume, la plasticita’ e la neurogenesi cerebrale. Per Casasco, il parametro della capacita’ funzionale, dato di riferimento in Medicina dello Sport per l’ottimizzazione della performance degli atleti di massimo livello, e’ fondamentale – oltre ai dati clinici – nel determinare l’eta’ biologica.(AGI)
