”Paisà, sciuscià e segnorine”: storie della Resistenza al Sud nel libro Mario Avagliano e Marco Palmieri

Lo sbarco delle truppe alleate in Sicilia, il 10 luglio del 1943, fu salutato dalla popolazione come la riconquista delle liberta’, la liberazione dall’oppressione tedesca e la fine delle sofferenze portate dalla guerra. In realta’, per il Mezzogiorno d’Italia si apri’ un lungo, difficile percorso, costellato spesso di violenze, fame e difficolta’ di ogni sorta. E si inauguro’ una vera e propria “Resistenza del Sud” che, a parte le note vicende delle Quattro giornate di Napoli, ha trovato pochissima eco nella storiografia del dopoguerra e che oggi viene recuperata per intero e raccontata compiutamente nel libro “Paisa’, sciuscia’ e segnorine” dei due storici Mario Avagliano e Marco Palmieri, edito dal Mulino. Il volume, che sara’ presentato domani pomeriggio alle 17 a Roma, nei locali della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di via Caetani, ripercorre, come un complesso ed articolato affresco, l’intera, complessa vicenda bellica vissuta nel Meridione d’Italia dallo sbarco in Sicilia al 25 aprile del 1945. E come un grande affresco, il racconto si dipana in una serie di scene diverse, approfondite con precisione miniaturistica dei dettagli, che illustrano tutti i diversi aspetti – militari, sociali, economici, politici e culturali – di quel complesso periodo. Il racconto e’ affidato – firma distintiva dei libri di Avagliano e Palmieri – ai documenti ed alle cronache ufficiali, ma anche e soprattutto alla voce dei protagonisti, attraverso un vero e proprio “racconto corale” fatto di pagine di lettere, diari, testimonianze di quel “popolo” che in prima persona visse e soffri’ sulla propria pelle le gioie e, soprattutto, i dolori della guerra e della Resistenza.

La felicita’ ritrovata per l’arrivo degli angloamericani, lo stupore per i primi contatti con quegli uomini cosi’ diversi, prodighi di sorrisi e regali e spesso di origine italiana (i paisa’), si alterna e spesso si sovrappone nelle righe scritte da uomini, donne, ragazzi, ai mille momenti di scoramento, paura e dolore che quella novita’ dovette portare con se’. Si passa cosi’ dalle stragi compiute dai tedeschi in ritirata, alle violenze compiute sulla popolazione a volte dagli stessi “liberatori”. Dalle battaglie, spesso eroiche e sanguinose, combattute in strada per liberare paesi e citta’ dalle truppe naziste, ai primi afflati indipendentistici nelle terre liberate, legati a doppio filo al risorgere delle mafie ed al fenomeno del brigantaggio. Ed ancora, il terrore dei bombardamenti non interrotti, la miseria e la fame della popolazione delle citta’, per nulla sollevata in questo dalla presenza delle truppe alleate, e costretta percio’ a trovare qualsiasi stratagemma per sopravvivere, dalla prostituzione dilagante (le ‘segnorine’ del titolo) ai mille mestieri inventati, anche dai piu’ giovani (gli ‘sciuscia”). E spesso, ancora una volta, vittima designata dei soprusi e del disprezzo dei ‘liberatori’, tragicamente evidenziata dal fenomeno della ‘marocchinate’, gli stupri di guerra compiuti dalle truppe nordafricane, nella colpevole indifferenza dei comandi militari. Ma anche da stragi senza motivo, come quella “del pane” compiuta a Palermo dalle forze dell’ordine che spararono sulla folla affamata, riunita davanti al palazzo della Prefettura per chiedere cibo.

Non manca una dettagliatissima ed approfondita analisi delle vicende storico-politiche piu’ generali, dalla riorganizzazione dell’esercito italiano dopo la fuga del Re a Brindisi dell’8 settembre e la disgregazione di qualsiasi struttura militare di comando; alla nascita dei sindacati e di un ritrovato sistema politico guidato dai partiti impegnati direttamente della Resistenza, in un Sud ancora diviso fra le province direttamente sotto la sovranita’ italiana e quelle governate dagli anglo-americani. Ma anche la nascita di una nuova stampa indipendente, affidata alla nuova struttura della Rai, alle testate sorte dalle ceneri della vecchia propaganda di Regime, ed a una neonata agenzia di stampa, l’Ansa, sorta dalle ceneri della vecchia Stefani, nei giorni successivi alla liberazione di Roma. Vicende illustrate quasi in presa diretta dai primi capolavori del cinema neorealista di Rossellini a Roma e del Teatro di Edoardo a Napoli, ai quali pure e’ dedicato un capitolo che chiude, nella riproposizione delle vicende, note e meno note di personaggi di primo piano della cultura, del cinema, della musica e del teatro del dopoguerra, da Toto’ ad Anna Magnani, il resoconto di una rinascita di popolo, in grado di superare anche con una risata i mille ostacoli del conflitto e proiettarsi verso il dopoguerra e la ricostruzione. (ANSA)