Nuovo impianto rifiuti a Montallegro, il Tar rinvia udienza in attesa della decisione della giunta regionale

Continua la battaglia giudiziaria del Comune e della Pro Loco di Montallegro contro il nuovo impianto integrato per il trattamento e recupero di frazione organica da raccolta rifferenziata in contrada Matarana.

Nel 2017, la ditta Catanzaro Costruzioni S.r.l. ha chiesto l’avvio del procedimento di Via ex art. 23 del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. ai fini del rilascio del Paur  ex art. 27-bis del medesimo decreto, per la realizzazione di un “Progetto di un impianto integrato per il trattamento e recupero di Frazione Organica da Raccolta Differenziata (Ford) sito nel Comune di Montallegro”. Con decreto n. 51/gab del 1 aprile 2021, l’Arta ha rilasciato il provvedimento di Via favorevole al progetto di che trattasi, sul presupposto che l’impianto in questione risultasse a distanza di oltre 3 km dal centro abitato. Avverso il provvedimento di Via l’Associazione Pro Loco del Comune di Montallegro ha promosso ricorso innanzi al Tar Palermo deducendone diversi profili di illegittimità, tra i quali mancato il mancato rispetto della distanza minima di 3 km dal centro abitato ex art. 17 della L.R. 9/201.

Parallelamente, nell’ambito della successiva conferenza di servizi, finalizzata al rilascio del Paur, il Comune di Montallegro ha espresso il proprio motivato diniego al rilascio del provvedimento finale autorizzatorio fondato sul mancato il mancato rispetto della distanza minima di 3 km dal centro abitato ex art. 17 della L.R. 9/2010. Malgrado il parere negativo del Comune di Montallegro, la conferenza di servizi, si è conclusa con la determinazione motivata del 08.09.2021 in senso favorevole alla Ditta proponente sulla base delle posizioni prevalenti delle Amministrazioni coinvolte.

Avverso la predetta determinazione di conclusione della conferenza di servizi, il Comune di Montallegro in persona del Commissario Straordinario Avv. Raffele Zarbo, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, ha proposto opposizione ai sensi 21 della L.R n. 7/2019 e ss.mm.ii. A seguito della predetta opposizione, la Giunta regionale ha dato mandato alla Segreteria Generale della Presidenza della Regione, ai sensi dell’art. 21 della legge regionale 21.5.2019, n. 7, di indire una riunione con la partecipazione delle Amministrazioni che hanno espresso il dissenso e delle altre Amministrazioni che hanno partecipato alla conferenza la determinazione conclusiva assunta dalla conferenza di servizi.

In esito alla predetta riunione l’Arta, per il proprio rappresentante, ha chiesto di riconvocare una riunione per riesaminare il progetto di che trattasi alla luce delle difese del Comune e della documentazione prodotta dalla stessa Ditta Catanzaro. Secondo quanto sostenuto dal Comune di Montallegro, difeso dall’Avv. Girolamo Rubino, la conferenza di servizi non ha verificato l’effettiva distanza dell’impianto dal centro abitato determinata con la delibera commissariale n. 30 del 21.06.2021 e che in ogni caso, anche dagli stessi elaborati della Ditta Catanzaro si evince che l’impianto è destinato a sorgere ad una distanza inferiore a quella legalmente prevista. Tuttavia, con nota del 7.12.2021 l’Amministrazione regionale si è limitata a riconfermare le proprie precedente determinazioni senza raggiungere alcuna intesa con il Comune di Montallegro in ordine alle censure sollevate contro l’impianto in questione. Per effetto mancato accordo tra le diverse PA che hanno partecipato alla conferenza di servizi, ai sensi dell’art. 21 della L.R. 7/2021 l’opposizione presentata dal Comune di Montallegro sarà rimessa alla Giunta Regionale.

Nel frattempo, in vista dell’udienza di trattazione del ricorso promosso dalla Pro Loco di Montallegro, il nuovo sindaco Giovanni Cirillo ha conferito mandato all’Avv. Girolamo Rubino per intervenire nel giudizio pendente innanzi al Tar Palermo per sostenere l’illegittimità dell’impianto in questione. Su richiesta congiunta del difensore del Comune di Montallegro e degli avvocati della Pro Loco, il Tar Palermo, ha ritenuto opportuno rinviare la propria decisione in ragione della contestuale pendenza del procedimento di opposizione pendente innanzi alla Giunta Regionale che potrebbe risultare dirimente ai fini dell’esito del giudizio. Pertanto, al momento, sarà la Giunta Regionale a dover valutare se l’impianto proposto dalla ditta Catanzaro potrà essere realizzato nel rispetto del limite di distanza di 3 km dal centro abitato.