Sicilia gialla, l’ira dei ristoratori: ”Paghiamo sempre noi”

“Il messaggio che passa oggi con la zona gialla non e’ per nulla rassicurante. Paghiamo noi ristoratori, cosi’ come e’ avvenuto gia’ in passato il prezzo piu’ alto, anche se le restrizioni imporranno pochi sforzi…”. Giovanni Trimboli ristoratore e presidente della sezione ristoratori della Fipe-Confcommercio, nel primo giorno della Sicilia in giallo, non e’ particolarmente preoccupato dal cambio di colore: “L’obbligo della mascherina all’aperto – dice ad AGI – unica misura reale, noi in Sicilia ce l’abbiamo da mesi”, piuttosto invece lo preoccupa il messaggio che lui definisce “non rassicurante” che viene dai contagi.

“I ristoranti che devono lavorare con il green pass – spiega Trimboli – sono sicuri eppure nelle recenti feste di Natale e Capodanno hanno pagato il prezzo delle continue disdette da parte del pubblico. Perche’ la diffusione massiccia di un’ondata di contagi che c’e’ stata ha fatto temere il peggio. A mio avviso i pericoli maggiori sono stati nelle feste in famiglia: e’ bastato un positivo in casa per moltiplicare il numero”. Trimboli adesso guarda al futuro: “Speriamo che non si vadi oltre il giallo, perche’ il cambio ancora di colore e l’introduzione di nuove restrizioni potrebbe ancora di piu’ danneggiare la nostra categoria. E’ stata durissima riprendersi dalla pandemia dei mesi scorsi, se ricominciamo a chiudere sara’ la fine”. In citta’, a Catania, decine sono stati i ristoranti che hanno subito defezioni dai clienti durante Natale e il cenone di Capodanno. “Frigoriferi con scorte piene senza potere immaginare come utilizzare quando e come la merce acquistata nelle ultime due settimane – dice Franco, maitre in un ristorante che si affaccia sul lungomare di Catania – Cio’ che ci preoccupa non la zona gialla, ma l’incertezza del futuro”. (AGI)