Francesco Renda, lo scrittore Lorenzo Gurreri: “La mafia pensava al suo omicidio, poi l’attentato sfumò’’ (VIDEO)

Ricorrono oggi i 100 anni dalla nascita di Francesco Renda, tra i maggiori intellettuali siciliani del Novecento, nato a Cattolica Eraclea, nell’Agrigentino, il 18 febbraio 1922. Storico, sindacalista, politico, fu eletto per cinque legislature di fila deputato regionale e una volta senatore. “Prima scampò alla strage di Portella della Ginestra poi anche a un attentato che la mafia di Cattolica Eraclea stava preparando, ma il progetto fortunatamente sfumò”. Lo racconta lo scrittore Lorenzo Gurreri ai microfoni di comunicalo.it. Il fatto fu raccontato dallo stesso Francesco Renda in un’intervista al Giornale di Sicilia.

Francesco Renda è stato protagonista e testimone di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali del dopoguerra siciliano. Nella sua “Auotobiografia politica”, pubblicata da Sellerio, un racconto appassionato e una riflessione civile, la sua autobiografia è una pagina di storia della Sicilia. «Avanti negli anni, mi accingo a scrivere la mia autobiografia politica. Da storico ho sempre parlato e scritto della storia siciliana del secolo scorso e di quelli precedenti. Adesso mi sta a cuore soffermarmi sul mio passato politico, come parte della storia siciliana della seconda metà del secolo scorso. Con parenti ed amici ho parlato spesso di quel mio passato che ben sintetizza lo spirito che si visse in Sicilia negli anni in cui la riscossa contadina sgretolava il millenario latifondo e il relativo potere baronale. Nello scrivere la mia biografia politica ho cercato il senso della mia vita: nato e cresciuto nel mondo contadino, sono poi divenuto testimone partecipe e dirigente della sua riscossa». Francesco Renda, dal 1943 ai nostri giorni, attraverso il «secolo colmo di male ma anche di bene», è stato un protagonista, si legge sul sito della Sellerio, di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali che hanno fatto della Sicilia il laboratorio decisivo dell’Italia. Un protagonista e anche un testimone, nel senso che alla volontà e alla passione dell’azione ha accompagnato sempre – grazie alla sua formazione di studioso e di storico – la ragione e la consapevolezza dell’osservazione, fra l’altro sovente diviso personalmente tra il senso di responsabilità di partecipare e il distacco critico di appartarsi per capire. In bilico tra la politica e la scienza storica, oggetto e soggetto contemporaneamente: una complessità che dota di un taglio singolare questa biografia. Racconto di fatti decisivi filtrati e resi drammatici dal vissuto personale, ma insieme resoconto dei pensieri che di quei fatti rappresentavano la lucida coscienza, l’ordine razionale.