I profughi che hanno lasciato l’Ucraina sono ormai tre milioni e la Farnesina si e’ attivata con un tavolo di coordinamento permanente. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervenendo alla Camera. Quella dei profughi e’ “un’ondata imponente e repentina e potrebbe raggiungere in poco tempo la cifra impressionante di 5 milioni di rifugiati”. “Di fronte a questa crisi umanitaria nel cuore dell’Europa, la Farnesina ha attivato fin dal primo marzo un tavolo di coordinamento permanente per i profughi in arrivo dall’Ucraina, coinvolgendo tutte le amministrazioni nazionali competenti”, la Commissione nazionale per il diritto di asilo, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. “Siamo pronti a contribuire all’impegno internazionale per assistere l’Ucraina e i Paesi limitrofi a fronteggiare il flusso massiccio di profughi. Non faremo mancare il nostro apporto”, ha detto ancora Di Maio.
La Cooperazione italiana si e’ attivata immediatamente per prestare assistenza alle persone piu’ vulnerabili rimaste in Ucraina. “Oltre ai 110 milioni come sostegno generale al bilancio dello Stato ucraino e al milione di euro devoluto al Comitato Internazionale della Croce Rossa, a poche ore dall’inizio delle operazioni militari russe, sono stati deliberati contributi per 25 milioni di euro in risposta agli appelli presentati dalle Nazioni Unite e dal Movimento internazionale della Croce Rossa”. Questo pacchetto di misure, “oggetto di una riunione di coordinamento con la societa’ civile presieduta dalla vice ministra Sereni, contribuira’ ad alleviare le sofferenze dei milioni di ucraini in difficolta’”, all’interno dell’Ucraina e nei Paesi confinanti. Insieme all’Alto commissariato per i rifugiati “e in coordinamento con la ministra Bonetti, assicuriamo protezione agli ucraini in fuga, in particolare per la registrazione dei minori, la tutela dei minori non accompagnati e il monitoraggio sui rischi di abuso e tratta”.
“Come annunciato nella mia visita terminata ieri in Romania e Moldova, che e’ stata anche l’occasione per esprimere solidarieta’ concreta per lo sforzo di accoglienza dei profughi ucraini, abbiamo adottato un ulteriore intervento da 10 milioni di euro, tramite il Fondo migrazioni e in collaborazione con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, focalizzato sulle esigenze dei minori e sulla protezione dei piu’ fragili tra i molti rifugiati in Moldova. Assistenza diretta ai rifugiati, sistema nazionale di asilo, formazione degli operatori locali e capacita’ di assistenza e registrazione alle frontiere beneficeranno grazie al nostro contributo di un ulteriore rafforzamento. Si tratta di una prima attuazione concreta della Dichiarazione congiunta che ho firmato con il ministro degli Esteri moldavo Popescu ieri impegnandoci, come Italia, a sostenere il Paese nell’accoglienza ai rifugiati ucraini”, ha proseguito il ministro.
Ai contributi finanziari vanno ad aggiungersi le donazioni di beni, “aiuto prezioso caratterizzato da operazioni logistiche molto complesse. Abbiamo fornito alla Croce Rossa italiana quasi 5 tonnellate di kit sanitari, poi consegnati alla consorella ucraina. Il 7 marzo abbiamo spedito dalla Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi un carico di circa 20 tonnellate di materiali umanitari, che comprendono dai beni di prima accoglienza ai kit igienico-sanitari. Tutto questo materiale confluisce in un centro di raccolta in Polonia nel quadro del Meccanismo europeo di protezione civile. Nell’ambito dello stesso Meccanismo, abbiamo inoltre spedito ulteriori 20 tonnellate di beni umanitari di diverso genere verso la Moldova a beneficio dell’accoglienza dei rifugiati ucraini. Per far fronte a una crisi di queste dimensioni, e nel cuore del nostro continente, non possiamo prescindere da un convinto approccio europeo, a cominciare dagli aiuti piu’ immediati”, ha spiegato Di Maio. La gravita’ della situazione “ha condotto gli Stati membri dell’Unione Europea alla storica decisione di attivare, per la prima volta dalla sua approvazione nel 2001, il meccanismo previsto dalla Direttiva sulla protezione temporanea”, ha rilevato ancora il ministro. (Nova)
