Mafia italo-canadese, Dia: clan Rizzuto dominante a Montreal e in collegamento con l’Italia

“Nel semestre in riferimento sono proseguiti gli incontri con i rappresentanti del Royal Canadian Mounted Police (R.C.M.P.) relative alle attività di noti esponenti della ‘ndrangheta (famiglia Commisso) e di cosa nostra (famiglia Rizzuto) stanziati in Canada che risulterebbero in collegamento con l’Italia”.  E’ quanto si legge nella relazione della Dia, relativa al primo semestre 2021, consegnata al Parlamento. La relazione prosegue: “In particolare Cosa nostra opererebbe prevalentemente nelle zone di Montreal, mentre la ‘ndrangheta a Toronto e Thunder Bay. Entrambe le organizzazioni sarebbero attive nel traffico di stupefacenti, nelle estorsioni, nell’usura, nel gioco d’azzardo, nel riciclaggio dei proventi illeciti e nell’infiltrazione nel settore degli appalti pubblici. Queste si sarebbero, nel tempo, profondamente radicate, assumendo posizioni di rilevo nella gestione degli affari criminali. Con la sentenza emessa nel febbraio 2019 della Corte Superiore di Giustizia dell’Ontario nei confronti di un sodale degli Ursino, per la prima volta è stata riconosciuta la struttura gerarchico-mafiosa della ‘ndrangheta calabrese in Canada, con tutte le caratteristiche tipiche. È stato, inoltre, messo in risalto il ruolo leader della ‘ndrangheta nel traffico di stupefacenti ed i suoi legami con i maggiori produttori di droga ed è stata evidenziata la ramificata e diffusa presenza di affiliati in tutto il mondo”.

“L’esistenza in Canada delle mafie italiane – prosegue la relazione – si è drammaticamente manifestata anche attraverso la commissione di efferati omicidi, l’ultimo dei quali nel luglio 2020 ai danni di un esponente di spicco di una famiglia della ’ndrangheta ivi trapiantata, fratello di un altro soggetto anch’esso assassinato nel 2017. In merito la DIA ha in corso uno scambio informativo con il collaterale organismo straniero, atteso che detti episodi appaiono maturati all’interno di un regolamento di conti tra esponenti della criminalità organizzata italiana riconducibile, per le autorità canadesi, al controllo del mercato illegale degli sportsbook on-line. Nel corso degli incontri in parola ed al fine di implementare l’attività investigativa, alle autorità canadesi è stata proposta l’adesione alla Rete Operativa Antimafia – ONNET, progetto che prevede, con gli strumenti di cooperazione già esistenti, di supportare le unità investigative degli Stati aderenti con agenti specializzati sul fenomeno e di migliorare contestualmente lo scambio d’informazioni utili alle indagini. Detto strumento si porrebbe a completamento delle opportunità offerte dal progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘ndrangheta), focalizzato sulla ’ndrangheta a cui il Canada ha recentemente aderito”.