Indagine Centro Pio La Torre: ”Per gli studenti ancora forte rapporto tra mafia e politica”

Secondo l’indagine del centro Pio La Torre con gli studenti, il 53,79% degli intervistati ritiene che il rapporto mafia-politica sia “abbastanza forte” e, nel 31,31% dei casi “molto forte”. La corruzione della classe dirigente è il fattore che più incide nella diffusione del fenomeno, sia al Nord (53,66%) che in Sicilia (45,56); al secondo posto, per gli studenti dell’Isola, c’è la mentalità dei cittadini (35,62%). “Educare i giovani alla legalità” è il primo passo che lo Stato dovrebbe compiere come azione di contrasto per il 24,38% degli studenti, seguito dalla necessità di “colpire la mafia nei suoi interessi economici” per il 20,92%, proprio come ha insegnato Pio La Torre. Interpellati poi sulla possibilità che la mafia possa essere definitivamente sconfitta, il 43,53% risponde negativamente, ma alta è anche la percentuale di coloro che non rispondono, pari al 30,13%. Se scetticismo e disincanto sembrano prevalere, si consolida, allo stesso tempo, la fiducia nei propri insegnanti, la categoria preferita per discutere di mafia (64,18%), seguita a distanza dai familiari (28,37%). Notevole l’incidenza della pandemia anche nel rapporto con il contesto: potendo dare due risposte, per i ragazzi impegnarsi per gli altri vuol dire “dedicarsi a chi ha bisogno” (69,87%), “difendere l’ambiente” (41,83%), e “fare volontariato in un’associazione” (32,16%). (LaPresse)