Falsa invalida ballava danza del ventre, sequestrati 205mila euro

In una foto, pubblicata sui social, ballava la danza del ventre senza alcun problema. E’ stata quella immagine di fatto ad incastrare una donna di Palermo – M.V. di 67 anni – che da quassi 40anni, riscontrati i “gravi e invalidanti problemi psichici e motori”, prendeva la pensione (297 euro al mese) e indennità di accompagnamento (520 euro al mese) perché ritenuta invalida al 100 per cento. I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno denunciato la donna, 65enne residente a Trabia (Palermo), per truffa aggravata ai danni dello Stato. La procura di Termini Imerese ha inoltre chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari il sequestro preventivo di oltre 205 mila euro. Le indagini degli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria hanno consentito di ipotizzare che l’indagata – si spiega in una nota – abbia fraudolentemente simulato una grave infermità mentale al fine di beneficiare di un trattamento pensionistico di invalidità civile, integrato dall’indennità di accompagnamento, a far data dal dicembre del 1983.

Secondo quanto ricostruito l’indagata – si aggiunge – sarebbe riuscita ad ingannare la commissione medica, risultando affetta da una grave patologia, diagnosi successivamente confermata nel 2010 che le ha garantito un trattamento pensionistico di oltre 800 euro mensili. Inoltre la donna sarebbe autonoma nel suo vivere quotidiano, in grado di provvedere ai propri bisogni senza alcun aiuto. Nel corso delle indagini, infatti, l’indagata è stata osservata mentre era intenta a fare la spesa al mercato rionale, interagendo normalmente con avventori e commercianti. Poi ci sono quelle foto prese dal suo profilo social che la ritraggono in atteggiamenti verosimilmente incompatibili con la patologia certificata. L’attività ludico motoria, la danza del ventre, non torna con la diagnosi di non esser rispondente a stimoli esterni. Per tutto questo il gip, per salvaguardare gli interessi pubblici, ha emesso un provvedimento cautelare grazie al quale sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie fino alla concorrenza di euro 205.559,57, pari alle somme che nel tempo sarebbero state indebitamente percepite dall’indagata. (askanews)