Secondo una stima di Legambiente Sicilia le Spiagge libere nell’isola non raggiungono il 30% tra quelle presenti. Aumentano, infatti, i lidi privati e le concessioni per la loro realizzazione.”La situazione negli ultimi 3 anni è peggiorata – spiega Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – anche perché, per favorire la ripresa dopo la pandemia, si è puntato a concedere maggiori possibilità a lidi e strutture private. Nell’ultimo decreto dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, inoltre, è stata accorciata anche la distanza fra un lido ed un altro, da 100 metri, infatti, si è passati ai 25 metri. Ma c’è di più, perché per le strutture montate sulla spiaggia, che sono perfettamente smontabili, non c’è più l’obbligo di smontarle nel periodo invernale, quindi ciò comporta che, con buone probabilità, non andranno più via”.Diverse sono le ripercussioni che le strutture montate nelle Spiagge hanno, inoltre, sull’ambiente e sull’ecosistema in cui si trovano. “Dal punto di vista ambientale tanti sono i disagi che causano – prosegue – partendo dai lavori preparatori per la costruzione delle strutture, nei quali per spianare gli arenili vengono distrutti i nidi di alcuni uccelli rari, come il Fratino, che qui nidifica”. Una situazione che, secondo Legambiente Sicilia, si sta spargendo a macchia d’olio un po’ dovunque nell’isola. “Ormai non c’è più una zona in Sicilia che è più colpita rispetto ad un’altra – sottolinea il presidente di Legambiente Sicilia – le autorizzazioni per la costruzione dei lidi vengono concesse dai 25 ai 30 anni, quindi nell’isola, già da adesso, non esistono quasi più Spiagge libere”, conclude Zanna. (LaPresse)
Nella foto la spiaggia libera di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento
