“Agosto moglie mia non ti conosco”. Servirebbe l’umorismo di Achille Campanile – che traeva spounto dalla saggezza dei proverbi popolari – per descrivere l’ultima puntata della faida nel centrodestra siciliano, andata in onda mentre a a Roma la coalizione si concentra sulla campagna elettorale per le politiche. Sostituendo “moglie” con “presidente” il gioco sembra fatto, senonche’ tra i due ‘presidenti – chi guida la Regione, nello Musumeci, e chi conduce l’Ars, Gianfranco Micciche’ – la lite va avanti ormai da oltre un anno, e ogni mese sembra l’Agosto in cui Campanile inseri’ le vicissitudini dei naufraghi che non riuscivano a togliersi le cinture di castita’, ricevute per errore al posto delle cinture di salvataggio, e si costringevano a una casta e sofferta convivenza.
“Che colpa ho io se Musumeci ha avuto un atteggiamento arrogante e sleale nei confronti dei suoi alleati? Adesso la colpa e’ di chi non lo vuole?”, ha esordito Micciche’ in un intervista pubblicata oggi su Repubblica a poche ore dall’ennesimo vertice di coalizione. Apriti cielo: “Se c’e’ una sola parola che non si puo’ utilizzare nei confronti del presidente Musumeci, fino a considerarla infamante e diffamatoria, e’ proprio ‘sleale'”, ha replicato l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, fedelissimo di Musumeci e, ancor peggio per Micciche’, catanese. “In cinque anni, senza un solo giorno di crisi – ha aggiunto Razza – non c’e’ alleato che non abbia avuto il pieno rispetto dei patti, perche’ pochi uomini politici hanno il senso della parola come il presidente della Regione. Semmai la lealta’ non sempre e’ stata ricambiata, persino da chi ha incassato nomine concordate ed il giorno dopo votato norme bloccanomine”. “Ormai e’ chiaro a tutti che quella di Micciche’ – ha sottolineato Razza – e’ una vera e propria ossessione, che fa male a tutta la coalizione. Al contrario, dal presidente Musumeci non e’ mai nata alcuna polemica, essendosi fatto interprete piu’ di tutti della unita’ del centrodestra. Micciche’, la stessa persona che ha parlato di miglior governo della Sicilia solo pochi mesi fa, non parla di risultati del governo, che sono stato copiosi e significativi. Non parla di niente che riguardi i siciliani. L’unico suo problema e’ meramente un costante attacco alla persona. Gli chiediamo maggiore equilibrio e cerchi di essere piu’ rispettoso anche di Giorgia Meloni e di chi, come Ignazio La Russa, ha lavorato fin dal primo istante per l’unita’ della coalizione”.
Il presidente del’Ars e’ rimasto zitto di fronte alla furia dell’alleato, ma solo in apparenza. Micciche’ ha lasciato briglie sciolte ai suoi parlamentari, e cosi’, alla vigilia di un nuovo anticiclone che trasformera’ la Sicilia in un inferno, ha fatto parlare capogruppo e vicecapogruppo di Forza Italia nel parlamento regionale: “Il presidente Micciche’ e’ la persona piu’ rispettosa che io abbia mai conosciuto, specie in politica. L’assessore Razza parla di nomine incassate. Restiamo sbalorditi! Le nomine si incassano o vengono fatte a quelli che dovrebbero essere i migliori? Il blocca nomine. Forse e’ proprio qui che si annida il vero problema. Abbiamo evitato che si facesse shopping elettorale sei mesi prima del voto. Bisognava garantire la liberta’ di voto di milioni di siciliani. Se sara’ il caso, parleremo di cosa e’ avvenuto a margine della votazione del blocca nomine. Il presidente Micciche’ non ha nessuna ossessione, o forse si’, ma solo dei buoni principi, della buona politica e del rispetto degli alleati.
Legga il collega avvocato Razza la storia personale e politica di Gianfranco Micciche’. Sulle difficolta’ di relazioni con il presidente Musumeci parla la storia di questi cinque anni e dei rapporti che quest’ultimo ha intrattenuto con i Partiti. Il presidente Musumeci ha parlato forse solo con gli assessori, mai con i partiti. Con Forza Italia non lo ha certamente fatto, o non lo ha fatto nei modi e nei termini che la buona politica richiede”, ha detto il primo, Tommaso Calderone. “E se forse – si e’ chiesto il secondo, Michele Mancuso – le dichiarazioni dell’Assessore Razza sono in realta’ il pretesto per mettersi in luce nei confronti del suo nuovo partito, ovvero Fratelli d’Italia? Se fosse cosi’, a noi di Forza Italia interessa ben poco. Per noi, la cosa che piu’ conta e’ garantire la totale disponibilita’ per creare una coalizione solida, in grado di consegnare ai siciliani un governo stabile”. Il romanzo di Achille Campanile, che sbeffeggia le ipocrisie della piccola borghesia fascista, alla fine trovava una soluzione all’andazzo di amori e frustrazioni di cui lo scrittore si prendeva gioco. Servirebbero le chavi delle cinture di castita’, ma al momento – come in Agosto, moglie mia non ti conosco – non si trovano o sono andate definitivamente perdute. (AGI)
