Pensioni, Fornero: ”Quota 41 discrimina le donne”

Nell’ambito di Elle Active! 2022, il forum dedicato a Donne e Lavoro in corso all’Università Cattolica di Milano, Elsa Fornero, intervistata da Corrado Formigli nel panel ‘Donne e Lavoro, a che punto siamo’, ha spiegato che “l’abbassamento dell’età pensionistica con ‘quota 41’ in realtà riguarda soprattutto gli uomini perché sono molto meno le donne che arrivano a 41 anni di anzianità. Questo significa che tutti coloro che non arrivano a 41 anni di anzianità dovranno andarci o con l’Ape social o con la pensione di vecchiaia, sulla quale il Governo non ha detto nulla. Certo, c’è opzione donna, che in realtà è una sottile discriminazione che consente sì alle donne di uscire dal mondo del lavoro, ma a prezzo di una sostanziale riduzione del valore della pensione perché calcolata interamente con il metodo contributivo.

“Ma la domanda che occorre farsi è: oggi per il nostro welfare abbiamo bisogno di aumentare la spesa pensionistica (sl di là dell’aumento per contrastare gli effetti del caro vita)? O non ci sono altre spese prioritarie?. Non dimentichiamo – ha concluso Fornero – che la povertà è oggi concentrata tra le famiglie giovani. Oggi ci sono famiglie giovani con bambini. Dobbiamo preoccuparci del loro presente più che della loro (lontana) pensione. L’Italia è il Paese che ha il più basso tasso di occupazione in Europa esclusa la Grecia. Se non aumentiamo le persone che accedono al mondo lavoro, continueremo a declinare e a impoverirci”. (LaPresse)