Ancora troppo frammentario e insufficiente l’intervento a favore dei disabili in Sicilia. Tra norme non attuate, mancato raggiungimento dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni sociali e ritardi nell’emanazione delle disposizioni legislative conseguenti alla normativa nazionale, i disabili gravi gravissimi e i non autosufficienti assieme alle loro famiglie non vedono garantiti i loro diritti, da quelli sanitari e di cittadinanza, a quelli al lavoro e allo studio se si tratta di studenti. Lo sostiene la Cgil Sicilia, che oggi, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, ha varato una piattaforma di analisi e richieste che sarà presentata al governo regionale dopo essere stata discussa, eventualmente implementata e condivisa con le associazioni di settore. “In Sicilia – dicono Francesco Lucchesi, segretario regionale Cgil e Franco Cangemi, responsabile per la disabilità – i disabili gravissimi sono 12 mila e quelli gravi 3.000. Il problema della non autosufficienza si propone con le caratteristiche di una vera emergenza sociale anche per il peso economico e sociale sostenuto prevalentemente dalle famiglie. Sul tema urgono dunque risposte precise e puntuali”. Il sindacato chiede un piano regionale per la disabilità e la non autosufficienza, la piena attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali per le persone anziane e non autosufficienti e una legge quadro di riferimento per una programmazione complessiva e organica delle risorse. Ci sono anche i temi del diritto al lavoro e allo studio. Si stima che circa 1.200 posti potrebbero essere coperti da disabili ma questo non accade nonostante esista una legislazione di riferimento. “Agli alunni disabili – affermano Lucchesi e Cangemi – vanno assicurati e ben strutturati tutti i servizi di assistenza possibili, compresi quelli integrativi e migliorativi e a partire dal primo giorno di scuola, evitando discriminazioni e lesioni del diritto allo studio”. La Cgil chiede il pieno funzionamento dell’osservatorio regionale e tutte le azioni di monitoraggio necessarie prevedendo a tal scopo il decollo del sistema informatico regionale. Un paragrafo della piattaforma è anche dedicato al diritto alla mobilità con la richiesta di interventi per l’accessibilità e il potenziamento dei sistemi di trasporto. “Occorre anche prevedere – concludono Lucchesi e Cangemi – la redazione di piani individuali”. (ANSA)

