Meno reati, ma pur sempre 3,5 ogni ora, e più arresti per crimini contro l’ambiente nel 2021 in Italia. Illeciti che vedono sul podio il ciclo illegale del cemento, quello dei rifiuti e quello contro la fauna compiuti soprattutto in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (per un totale del 44%), mentre a livello provinciale Roma è stata prima per ecoreati, scalzando Napoli. Tra le regioni del Nord la Lombardia si conferma quella con il maggior numero di illeciti ambientali (1.821 reati, pari al 6% del totale nazionale e 33 arresti). Se gli ecoreati sono stati 30.590 (il delitto più contestato è stato inquinamento ambientale), gli illeciti amministrativi sono risultati quasi 60mila, con una media di 162 al giorno, 6,7 ogni ora. A pesare è soprattutto la corruzione. In totale, dunque, si tratta di oltre 90mila violazioni di norme a tutela dell’ambiente, 10 ogni ora. Bottino d’oro per gli ecomafiosi che hanno fatturato 8,8 miliardi di euro. E in due anni (fra il 2021 e il 2022), sono stati 23 i comuni sciolti per mafia. E’ il quadro che emerge dal rapporto Ecomafia 2022 di Legambiente (con il sostegno di Novamont) che indica “al governo Meloni dieci proposte per rendere più efficace l’azione dello Stato partendo dall’approvazione di quelle riforme che ancora mancano all’appello, anche in vista della nuova direttiva europea sui crimini ambientali”.
Nonostante la flessione del 12,3% rispetto al 2020, resta alto il numero di ecoreati mentre sono aumentati gli arresti, a quota 368 (+11,9%), soprattutto per l’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (497 provvedimenti). In particolare, sulla corruzione sono state 115 le inchieste censite dal 16 settembre 2021 al 31 luglio 2022, con 664 persone arrestate, 709 denunciate e 199 sequestri, riferisce l’associazione ambientalista. Il ciclo illegale del cemento guida la “classifica” delle filiere degli illeciti ambientali con 9.490 reati (31% del totale), seguito da quello dei rifiuti (8.473) che registra anche il maggior numero di arresti con 287 (+25,9% sul 2020) e di sequestri (3.745, con +15%), e dai reati contro la fauna (6.215). Le inchieste contro i traffici illeciti di rifiuti nel 2021 sono state 38, contro le 27 dell’anno precedente, mentre nei primi sette mesi di quest’anno sono state 17. I quantitativi di rifiuti sequestrati superano i 2,3 milioni di tonnellate, l’equivalente di 94.537 tir – dice la ong – che in fila andrebbero da Reggio Calabria al confine con la Svizzera. Sono stati 640.195 i controlli nel settore agroalimentare dove il traffico illecito di oli vegetali esausti risulta tra i nuovi interessi delle ecomafie. Impennata l’anno scorso, dei reati contro il patrimonio boschivo – 5.385 tra incendi colposi, dolosi e generici (+27,2%) con una superficie colpita dalle fiamme di oltre 159.000 ettari (+154,8% sul 2020) – e contro il patrimonio culturale con l’aumento dei furti di opere d’arte, a quota 603 (+20,4%). (ANSA)

