L’Assemblea regionale siciliana nel corso della seduta odierna ha dato l’ok all’emendamento che assegna ai Comuni, in cui si trovano siti archeologici, dei ristori a fronte delle spese necessarie per far fronte alla sicurezza e al decoro urbano. Il testo dell’emendamento approvato dall’Ars prevede che i parchi archeologici siano autorizzati a stipulare con i sindaci dei Comuni nei quali ricadono i luoghi culturali, convenzioni che possono prevedere l’onere del 15% dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti, per un importo non superiore a 600 mila euro annui. Per l’esercizio 2023, per finanziarie eventuali squilibri finanziari derivanti dalle convenzioni, è autorizzata la spesa di 750 mila euro. I parchi archeologici riservano l’utilizzo del parco nei limiti di 5 giorni al mese ai Comuni nei quali ricadono i siti, che ne fanno specifica richiesta entro l’anno precedente. Per gli esercizi 2024 e 2025 il Fondo di solidarietà per i parchi archeologici è finanziato con risorse del bilancio regionale. Per le finalità della norma, per gli esercizi 2024 e 2025, è autorizzata la spesa annua di 2 milioni 475 mila euro. (LaPresse)
