14 Aprile 2024
Cultura & SocietàTrapani e Provincia

Dopo un ventennio il pubblico potrà entrare dentro il Tempio di Segesta: vernissage della mostra Elyma e installazioni di Gandolfo Gabriele David

Il progetto ELYMA è un invito a riflettere e dialogare con l’ambiente circostante, perdersi e ritrovarsi in una natura potente e presente, riconnettersi, cercare spunti per narrazioni diverse, stringere cerchi lontani e ritrovare simboli comuni da condividere, immergendosi nel cuore più ancestrale della città stratificata dell’antica Segesta. Qui le installazioni vegetali e sculture sonore dell’artista Gandolfo Gabriele David, tracceranno un percorso che condurrà al cuore del Tempio dorico, visitabile dopo un ventennio anche dall’interno, atto antico e amore contemporaneo in dialogo con il Parco Archeologico di Segesta.

La mostra aprirà al pubblico da venerdì 7 luglio e sarà visitabile fino al 19 maggio 2024. Vernissage giovedì (6 luglio) alle 17,30.

Non è solo un’installazione di Land Art ma un’esperienza profonda, un autentico segno di rispetto nei confronti del Parco Archeologico, a testimonianza della sacralità antica ritrovata, a prescindere da ogni credo religioso. L’antico Tempio, mai completato, ritornerà ad accogliere i visitatori al suo interno, interagendo con le installazioni e con le azioni rituali suggerite dall’artista. La mostra, curata dallo storico dell’arte Lori Adragna e dal direttore del Parco, Luigi Biondo ed organizzata da MondoMostre per il Parco archeologico, si snoda in un percorso punteggiato dalle opere ed arricchito da una sezione curata dalle archeologhe Maria Cecilia Parra e Chiara Michelini, impegnate da anni nelle indagini archeologiche dei siti siciliani di Segesta e di Entella.

La mostra sarà inaugurata giovedì 6 luglio alle 17.30 alla presenza del direttore del Parco archeologico di Segesta Luigi Biondo, del dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana Mario La Rocca, del sindaco di Calatafimi Segesta Francesco Gruppuso, della curatrice Lori Adragna e dell’artista Gandolfo Gabriele David.