“Ho sentito mio padre fino a poche ore prima che si togliesse la vita, era molto provato, ma mai avrei immaginato che potesse uccidersi”. Il giorno del funerale del padre, l’imprenditore Alberto Re, che si è sparato mercoledì dopo le critiche subite sui social sul fallimento di una rassegna cinematografica da lui organizzata e in corso ad Agrigento (il festival è stato disertato), parla la figlia Natalia. “E’ stato ucciso da una gogna mediatica certamente sobillata da qualcuno”, dice. “C’è stata una enfatizzazione strumentale, ragionata da parte di chi ha voluto aizzare i social e li ha istigati all’odio usando in modo scelerato la comunicazione per fini propri. L’evento, di fatto, non era nemmeno iniziato e già la campagna era partita”. Sulla morte dell’imprenditore indaga la polizia. (ANSA)

