21 Febbraio 2024
Cronaca

Violazioni ambientali, sequestrata la discarica di Siculiana: ”Quadro preoccupante sotto diversi profili”

Il comando carabinieri per la Tutela dell’ambiente e il nucleo operativo ecologico di Palermo con il supporto del comando provinciale di Agrigento ha eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip su richiesta della procura, dell’area occupata dalla discarica di rifiuti non pericolosi sita in contrada Matarano di Siculiana e attualmente in gestione alla Catanzaro Costruzioni, e dell’impianto stesso. Il provvedimento chiude una prima fase di indagini, compiute sin dall’anno 2018 dai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Palermo, dirette dalla stessa Procura, “circa le irregolarita’ tecnico-amministrative dell’impianto e le conseguenti ricadute delle stesse sul territorio, in termini – si legge in una nota diffusa dal procuratore Giovanni Di Leo – di contaminazione del suolo e delle acque e di pregiudizio per l’ambiente e per la salute pubblica”.

L’indagine, originata dalla raccolta e dall’ascolto “delle plurime segnalazioni provenienti da privati, enti e istituzioni, pubbliche e private, ha visto, nell’anno 2019, la esecuzione di una complessa attivita’ di acquisizione documentale, svoltasi parallelamente al conferimento di un incarico di consulenza tecnica collegiale finalizzata al vaglio dello stato, materiale e giuridico dell’impianto, della conformita’ degli impianti e delle relative autorizzazioni e concessioni, alla normativa tecnica in materia e degli effetti che si fossero eventualmente determinati o che potessero determinarsi sull’ambiente”. La Procura sottolinea: “La relazione tecnica che ne e’ emersa ha consegnato un quadro preoccupante sotto i profili, tanto della regolarita’ amministrativa degli impianti, della loro effettiva conformita’ alla normativa tecnica che ne regola la gestione, quanto sotto il profilo dell’impatto di operativita’ sul territorio in cui la discarica insiste, con limiti di contaminazione regolarmente superati, con emissioni laterali di biogas provenienti dalle vasche post – operative, con l’emersione di indici di “potenziale contaminazione” delle acque sotterranee, senza l’attivazione delle dovute procedure di rientro”. Nel 2020 era stato emesso un precedente provvedimento poi annullato per un vizio procedurale dal tribunale del riesame. (AGI)