22 Febbraio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Controlli dei carabinieri in oleifici dell’Agrigentino, 5 denunciati

Uno – il titolare di un oleificio – è stato denunciato perché smaltiva illecitamente le acque di vegetazione. Quattro perché ritenuti responsabili di diverse violazioni in materia di lavoro, sicurezza e privacy. Di questi, tre titolari e amministratori di oleifici sono stati accusati di aver installato sistemi di videosorveglianza privi di autorizzazione. Uno, il titolare di ditta di riparazione di impianti oleari, è stato invece indagato per aver omesso di sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria e d’aver omesso di consegnare i dispositivi di protezione individuale. Inoltre, è stato individuato un lavoratore italiano in nero. Elevate ammende per quasi 33mila euro e sanzioni per oltre 3.600 euro. I carabinieri del comando provinciale di Agrigento, attraverso i reparti specializzati, hanno condotto dei controlli mirati nell’ambito della campagna olearia. Da ottobre a dicembre le attività si sono concentrate sulla molitura delle olive e sullo smaltimento delle acque di vegetazione.

L’azione sinergica fra i reparti territoriali dell’Arma e l’attività ispettiva del centro Anticrimine natura di Agrigento hanno determinato una sensibile riduzione del fenomeno dello smaltimento illecito delle acque di vegetazione, seppure la problematica non è risolta. Tra le fattispecie di reato più ricorrenti, su 12 oleifici controllati, i militari del centro Anticrimine natura di Agrigento, che sono coordinati dal tenente colonnello Vincenzo Castronovo, hanno riscontrato il collettamento e scarico di acque reflue di vegetazione dei frantoi oleari in assenza di autorizzazione allo scarico; lo stoccaggio, trasporto e smaltimento non autorizzato delle acque di vegetazione dei frantoi oleari al di fuori dei casi e delle procedure previste dalla normativa e l’inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni, nonché nelle ipotesi di carenza dei requisiti e delle condizioni richieste per le iscrizioni o comunicazioni. L’inquinamento registrato nei fiumi Naro e Magazzolo e il caso del “Bloom algale” del lago Arancio hanno fatto scattare, sempre a cura del centro Anticrimine natura di Agrigento, una serie di controlli specifici anche sugli impianti di depurazione. (ANSA)