“Il delitto Tandoy: mafia e politica nelle cronache di Mauro De Mauro ed Ezio Calaciura” è il tema di una serie di incontri tratti da “L’Imbroglio”, il libro di Sergio Buonadonna e Massimo Novelli (editore Navarra, pagg. 235, € 18). Un maledetto imbroglio di mafia e politica che per un anno fu fatto passare per delitto passionale. L’agguato al commissario della squadra mobile Aldo Tandoy, il 30 marzo 1960, ad Agrigento – in cui cadde per sbaglio anche il diciottenne Ninni Damanti di Porto Empedocle (Agrigento) – frutto di una “trattativa” Stato-mafia.
Del misterioso caso Tandoy se ne parlerà giovedì prossimo, nella sala ‘Pio la Torre’ di Palazzo dei Normanni, a Palermo, alle 17. Con Sergio Buonadonna parteciperanno: Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars; Valentina Chinnici, deputata regionale, componente commissione vigilanza sulla biblioteca; Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale antimafia; Elvira Terranova, giornalista; Michele Balistreri, direttore servizio biblioteca e archivio storico dell’Ars; Roberto Leone, vicesegretario dell’Associazione siciliana della stampa. Tandoy era pronto a rivelare i segreti della faida di Raffadali (Agrigento) e i perché di tanti omicidi nell’agrigentino.
Ma le cosche lo zittirono prima, consegnando agli inquirenti un falso assassino e due falsi mandanti: la vedova Tandoy e il professore La Loggia considerati amanti diabolici. Una lunga scia di morte e un dossier sparito. Le coraggiose rivelazioni di Mauro De Mauro e di Ezio Calaciura, giornalisti scomparsi nel mistero. Per Calaciura, l’Associazione siciliana della stampa, sostenuta dalla Fnsi, chiede il riconoscimento di vittima della mafia. Altri incontri sono in programma venerdì prossimo, alle 18,30, nella biblioteca ‘Hannaion’ di Enna e sabato prossimo, alle 18 nella sala convegni ‘Andrea Camilleri’ nel palazzo di città di Porto Empedocle. (ANSA).

