La rete di associazioni di genitori di alunni e studenti con disabilità ed operatori (Associazione “Nuove Ali di Agrigento”; Associazione “Camminando Insieme”; Associazione Asacom) ”è seriamente preoccupata – si legge in una nota – per il destino scolastico dei propri figli e degli assistenti che se ne prendono cura. Ciò ha fatto nascere in noi una spinta solidale ad affrontare insieme questo potenziale enorme disservizio che riteniamo capace di far regredire i processi di apprendimento e le competenze in via di acquisizione di moltissimi minori con disabilità senza contare le loro potenzialità relazionali con il gruppo dei pari, all’interno del nostro territorio. La delibera della giunta comunale fà espressa menzione della sentenza n. 7089 del consiglio di stato pubblicata il 12 agosto 2024 per non riconoscere il carattere vincolante del PEl nell’assegnazione delle ore per il servizio e quindi decurtarne in maniera unilaterale ben il 40% seguendo una logica puramente economicista.
Noi ci troviamo totalmente in disaccordo con questa decisione! Prima di tutto questa rete di associazioni rimarca che il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione non può essere considerato un mero costo, ma rappresenta un diritto ed un valore fondamentali per l’alunno e lo studente con disabilità. l’assistenza educativa specializzata infatti è una delle tre gambe su cui regge il sistema dell’inclusione scolastica elaborato dal legislatore nazionale con la legge quadro 104/1992 (le altre due gambe sono l’assistenza didattica e l’assistenza materiale). In base alle situazioni capitate ai nostri figli e agli operatori che se ne prendono cura e alle esperienze generali vissute nelle scuole da essi frequentate noi temiamo che da molte amministrazioni il servizio venga visto con una lente puramente economicista, in quanto ogni anno ci capita di dover lottare per far partire il servizio in tempo e non far diminuire le ore. Non ci pare quindi possa trattarsi di una situazione sporadica legata ad un momento contingente.
Ci si dice che non ci sono soldi, che i fondi forniti dallo stato non sono sufficienti, ma noi sappiamo che nel sistema vigente stabilito dalla legge quadro 104/1992, per il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, la competenza spetti agli enti locali, soprattutto per il suo finanziamento. E che, il ruolo dello stato centrale sia solo di supporto. L’assistenza all’autonomia e alla comunicazione è un servizio che il comune di Agrigento deve fornire in maniera obbligatoria, e per il quale, a nostro parere, deve seguire le indicazioni fornite dal PEI, perché il GLO è l’unico organo competente ad individuare i fabbisogni degli alunni e degli studenti con disabilità. Non potrebbe essere altrimenti: ad esso noi partecipiamo e in esso noi ascoltiamo le le osservazioni, le valutazioni e le proposte sui fabbisogni educativi necessari formulati dalla rete educativa che segue i nostri figli. E la decisione è collegiale. Una decurtazione di queste ore rappresenta quindi per noi un serio ostacolo all’inclusione scolastica e al diritto allo studio degli stessi.
A nostro parere le scelte unilaterali adottate dalla Giunta comunale di Agrigento, senza consultarci, sono il contrario dell’accomodamento ragionevole da essa citato, perché esso si fonda su soluzioni concertate che uniscano all’effettiva soddisfazione del bisogno della persona con disabilità, criteri di efficienza per le risorse spese. Il criterio di efficienza quindi non può che essere subordinato a quello di efficacia (soddisfazione effettiva del bisogno). Inoltre l’articolo 17 comma 2 del digs 62/2024 riporta che: «l’accomodamento ragionevole è attivato in via sussidiaria e non sostituisce né limita il diritto al pieno accesso alle prestazioni, ai servizi e ai sostegni riconosciuti dalla legislazione vigente». Soprattuto nel caso di persone con disabilità con necessità di supporto intensivo. Questa rete di associazioni individua due percorsi che può verosimilmente intraprendere il comune di Agrigento per cercare di arrivare ad un risultato, con esiti (noi riteniamo) diametralmente opposti: il primo è quello concertativo; il secondo è quella del conflitto con tutti i portatori d’interesse che collaborano per il successo del percorso di studi dell’alunno con disabilità (assistenti, famiglie, cooperative, scuole).
Se il comune di Agrigento intraprendesse il percorso concertativo, la nostra proposta è questa: 1) ritirare la delibera comunale che propone la riduzione del 40% delle ore 2) un immediato incontro con il Sindaco e l’Assessore alle politiche sociali con il quale discutere di proposte immediate per far partire coerentemente ed in maniera efficace il servizio. Per raggiungere concretamente questo obiettivo noi suggeriamo la creazione di un tavolo tecnico a livello comunale tra associazioni di famiglie e di operatori, con l’aggiunta di scuole e cooperative in continua concertazione tra loro che avrebbe la finalità di aiutare il comune nella fase che va dal GLO di fine anno scolastico fino alle riapertura delle scuole per velocizzare le procedure e per trovare le risorse 3) l’estensione del tavolo tecnico anceh a livello provinciale, con la partecipazione dei comuni, del libero consorzio comunale, delle Asp, delle associazioni di famiglie, dei sindacati e delle associazioni di operatori e dall’ufficio provinciale scolastico. Un tavolo con una regia unica capace di progettare in maniera uniforme e sinergica, di dislocare le risorse in maniera equa e di trovare soluzioni sistemiche ed efficienti nel settore socio-sanitario ed educativo.
Il problema delle risorse rimane centrale; la consulenza e la partecipazione degli stakeholder consentirebbe pure la ricerca anticipata di fondi a livello nazionale, regionale e locale attraverso anche l’apporto di consulenti giuridici rinomati a livello nazionale nel campo della disabilità; inoltre il mancato finanziamento di spese facoltative sarebbe accettato di buon grado dalla cittadinanza perché l’uso dei fondi per le alte finalità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, rese pubbliche, renderebbero le scelte politiche indirizzate in questo senso, gradite alla cittadinanza girgentina: una sagra delle salsicce in meno e dieci operatori in più nel servizio di assistenza sarebbe un ottimo accomodamento ragionevole in questo senso.
4) L’elaborazione concertata con tutti gli stakeholder (associazioni di famiglie, sindacati, associazioni degli operatori, centrali cooperative, scuole, Asp, ecc.) di un nuovo regolamento comunale che rendesse il servizio equo, sostenibile, capace di affrontare in maniera flessibile tutte le problematiche che possano sorgere durante il corso dell’anno scolastico, evitando conflitti, spreco di risorse, insoddisfazione nell’attuazione del servizio e dando regole certe ed uniformi. L’altro percorso che il comune potrebbe intraprendere sarebbe quella del conflitto con gli stakeholder che diverrebbe permanente vista l’importanza della posta in gioco. Questa rete di associazioni di famiglie e operatori crede che suddetta strada possa condurre ad un forte deterioramento del rapporto tra l’amministrazione e la sua cittadinaza. Noi famiglie degli studenti con disabilità perderemmo ogni fiducia in essa. Detto questo noi riconosciamo le difficoltà in cui si vengono a trovare gli enti locali per l’erogazione di questo servizio, che di anno in anno, vede emergere un numero sempre maggiore di famiglie di persone con disabilità che ne riconoscono non solo l’utilità ma la funzione fondamentale per il diritto allo studio e all’inclusione dei propri figli.
A nostro parere il paradosso sta proprio qui: è il successo ottenuto dal servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione che ne mette in difficoltà la sua erogazione. Per questo auspichiamo che il comune di Agrigento si faccia promotore di 1) un intervento del ministero per la disabilità che aumenti in maniera consistente la sezione del fondo unico nazionale per l’inclusione scolastica dedicata all’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità che però, come abbiamo ricordato prima, funge solo da “supporto”; 2) un interessamento dell’Anci per cercare di reperire risorse anche in sede di Conferenza Unificata. Inoltre lo esortiamo 3) ad un’attenta spending review per cercare ulteriori fondi per finanziare il servizio obbligatorio, primario ed universale dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione; 4) a rinunciare ad una visione economicista di questo servizio e ad accogliere tutte le proposte da noi fatte per iniziare nella ricerca dei fondi in maniera anticipata, così da non arrivare in situazioni di crisi a settembre.
Rimarchiamo sul quarto punto precedentemente esposto. Bisogna cambiare totalmente atteggiamento nei confronti della funzione di assistenza all’autonomia e alla comunicazione: considerarla sempre di più un valore e non un costo; un vanto dell’amministrazione di cui mostrare i risultati ai propri cittadini e per i quali sarà ricompensata.Cosa sceglierà l’amministrazione del comune di Agrigento di fare a pochi mesi dall’investitura della città a capitale italiana della cultura per il 2025? Quale strada imboccherà? Qualunque essa sia ci troverà agguerriti e pronti alla battaglia, per il benessere degli alunni con disabilità e degli operatori del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione che se ne prendono cura”.
