“Colpire i beni culturali significa colpire anche il passato di quel popolo. Quindi c’è la consapevolezza del valore dei beni culturali”. Così Giacomo Minio, presidente Fondazione Agrigento 2025, intervenendo alla prima tappa nel Mezzogiorno degli Stati Generali della Cultura de Il Sole 24 Ore, in corso al Teatro Massimo di Palermo. “In questa avventura di Agrigento Capitale della Cultura – prosegue – ho cercato di guardare al fatto che Agrigento, geograficamente, è una città baricentrica fra due conflitti bellici, ossia, quello tra israeliani e palestinesi e la Russia. Agrigento ha ereditato la valle dei Templi e il tempio della Concordia, dove si celebra la festa dell’amicizia fra i popoli.
Quindi ho pensato di immaginare di declinare il concetto di cultura in termini di rispetto e amore. Noi non possiamo realizzare una capitale della Cultura che non abbia un occhio a questo aspetto. Immagino di coinvolgere, proprio perché abbiamo un conflitto alle porte, le religioni dei paesi alle prese con i conflitti e far sì che dal tempio della Concordia possa partire un messaggio di pace. Quindi il bene culturale, che è visto da colpire per distruggere, può essere visto come qualcosa che deve ampliare il sentimento dell’amore e della pace”. (ANSA)


