Una lite scoppiata per futili motivi nel cuore della notte si è trasformata in tragedia nel parcheggio dell’area Cattaneo, in via Nazario Sauro, a Pavia. Gabriele Vaccaro, 25 anni, è morto questa notte al Policlinico San Matteo dopo essere stato raggiunto da un fendente letale al collo. L’aggressione è avvenuta intorno alle 3:30, a ridosso del centro storico. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia di Stato, il giovane — originario di Favara, nell’Agrigentino, ma residente da tempo nel Pavese e con un lavoro a Stradella — si era recato nel parcheggio insieme a due amici per recuperare l’auto dopo una serata trascorsa in un locale.
Qui il gruppo avrebbe incrociato altre persone: una discussione fulminea, degenerata in pochi istanti, è culminata nell’accoltellamento del giovane. Gli amici del 25enne lo hanno dapprima accompagnato a casa per prestargli le prime cure, convinti che le sue condizioni non fossero gravi. Solo in un secondo momento, resisi conto della reale entità della situazione, hanno deciso di chiamare il 118. Nell’aggressione è rimasto lievemente ferito anche un amico della vittima.Gli inquirenti stanno attualmente vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltando i testimoni. Gli amici di Vaccaro, ancora sotto choc, sono stati interrogati per fornire elementi utili a identificare gli aggressori.La notizia ha sconvolto sia Pavia che la comunità siciliana d’origine.
Il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, ha annunciato il lutto cittadino per il giorno delle esequie: “La tragedia che ha colpito il nostro giovane concittadino a Pavia ci lascia svuotati, impotenti, davanti a una violenza che non trova alcuna giustificazione”, scrive sui social. “Non è solo una vita che si interrompe, è un ragazzo che viene derubato della propria luce. È la nostra comunità che perde un pezzo di futuro”. Anche il mondo dello sport locale si è stretto attorno alla famiglia. La Favara Academy, dove il giovane aveva militato, lo ha voluto ricordare: “Gabriele era un ragazzo unico, per educazione, per le sue grandi doti calcistiche e soprattutto umane. Il suo sorriso, autentico e coinvolgente, resterà per sempre nei nostri cuori. È difficile accettare una perdita così grande. Ciao Gabri non sarai mai dimenticato. Non doveva finire così”. (LaPresse)

