“Questa giornata, iniziata al Teatro Politeama con l’assegnazione dei premi dedicati a Mario Francese, prosegue qui nel “suo” Giornale dove a lui intitoliamo la sala di rappresentanza”. Lo ha detto il direttore del Giornale di Sicilia Marco Romano, nel corso della cerimonia di intitolazione al cronista ucciso dalla mafia che si è svolta alla presenza del figlio di Mario Francese, Giulio, anche lui per molti anni giornalista del quotidiano. Per Lino Morgante, editore del Giornale di Sicilia, “Mario Francese fa parte della storia del giornalismo italiano. E’ stato ed è un grande esempio. Siamo felici di inaugurare questa rinnovata sala nel ricordo di un grande collega e di un grande giornalista”. Il centenario della nascita del cronista assassinato dalla mafia il 26 gennaio del 1979 si era aperto stamani al Politeama con la cerimonia del premio intitolato al cronista del Giornale di Sicilia e al figlio Giuseppe.
Il teatro era gremito di studentesse e di studenti. A loro si è rivolto, intervenendo dal palco, il sindaco Roberto Lagalla. “Quella di oggi per voi è una lezione di storia, una lezione di vita e di etica civile – ha detto Lagalla – è una lezione che guarda al valore del sacrificio. Quel sacrificio a cui Mario Francese è andato incontro per il solo fatto di voler svolgere per intero e fino in fondo il proprio mestiere. Mai Francese ha pensato di rompere il patto di fedeltà al proprio lavoro. Ne contiamo a decine, nella nostra città, di questi servitori dello Stato, delle istituzioni, dei sistemi sociali e della Chiesa che si sono sacrificati semplicemente per la coerenza con il proprio dovere, con la propria missione e con il proprio lavoro. La storia, anche quella recente, non è qualcosa che si coglie, si conserva o si nasconde, ma è qualcosa che alimenta i comportamenti del presente e del futuro. Dobbiamo cercare tutti di essere all’altezza di questi esempi per il presente e per il futuro di questa città che amiamo”. (ANSA)
