“Si tratta di un copione già visto: la sottrazione di risorse europee destinate a settori strategici per la transizione ecologica, come l’energia e la gestione dei rifiuti, si ripete ancora una volta. Nel periodo appena concluso (2013-2020), sono andati persi ben 114 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti per la raccolta differenziata, mentre il 98% dei finanziamenti stanziati per potenziare le infrastrutture di trattamento e recupero dei rifiuti non è mai stato utilizzato”. Lo dice Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia. “Analogamente, nel ciclo di programmazione 2007-2012, sono stati dirottati altrove 600 milioni di euro – aggiunge – che avrebbero dovuto sostenere la diffusione delle energie rinnovabili. Non si può permettere ancora una volta che vengano sottratte risorse per centinaia di milioni di euro, destinate a interventi per la creazione di comunità energetiche rinnovabili e solidali, nonché per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici.
Così come è inaccettabile che si continui a depotenziare gli interventi necessari per migliorare la qualità della raccolta differenziata. Definanziare queste misure significa solo esasperare le criticità e aumentare i costi della gestione del ciclo dei rifiuti, alimentando la retorica dell’emergenza per giustificare la costruzione di inceneritori”. “Ancora più paradossale – conclude – sarebbe la scelta di stornare le risorse destinate all’ammodernamento delle dighe e dei sistemi idrici, soprattutto dopo la grave crisi dello scorso anno. Oggi, inoltre, ci troviamo di fronte al paradosso di dover svuotare le dighe per problemi di sicurezza. È indispensabile rafforzare con urgenza gli uffici dei dipartimenti regionali per l’energia, i rifiuti e le risorse idriche”. (ANSA)

