“I Comuni siciliani sono già al collasso dal punto di vista finanziario e lo smantellamento di gran parte della produzione industriale causerebbe mancati introiti di Irpef e Imu nella casse comunali, dando ai Comuni e ai servizi da essi erogati il colpo di grazia”. Paolo Amenta, presidente dell’Anci Sicilia e sindaco di Canicattini Bagni, raccoglie il grido d’allarme dei sindaci nell’aula consiliare del Comune di Siracusa, alla presenza dei primi cittadini di Siracusa e Ragusa, e di Floridia, Priolo Gargallo, Augusta e Melilli. Presenti anche i segretari provinciali delle organizzazioni sindacali e il presidente di Confindustria Siracusa.
“L’industria produce nella provincia siracusana oltre il 50 per cento del Pil – spiega Amenta -, mentre in Sicilia si è speso appena il 7 per cento dei fondi comunitari per lo sviluppo 2021-27, parte dei quali, nella loro rimodulazione, potrebbero essere destinati, così come il fondo europeo per l’innovazione industriale, a far ripartire l’attività produttiva in quest’area, avviando quel processo di formazione e di riconversione ecologica e sostenibile che attendiamo da tempo. Coinvolgeremo in questo anche i Prefetti di Siracusa e Ragusa e tutte le forze del territorio per una piattaforma unitaria”. Amenta ha spiegato che i servizi ai cittadini che i comuni sviluppano sono legati alla produzione di ricchezza sui territori. “In Sicilia la povertà esplode al 38 per cento e non possiamo permetterci lusso di chiudere una zona industriale che produce un reddito importante. Siamo qui a rappresentare i 390 comuni siciliani: a rappresentare anche Gela e Milazzo e chiediamo di alzare la voce in Europa” ha concluso Amenta. (ANSA)
