”La Cornuta di Caltanissetta è la prima razza avicola della provincia nissena a essere ufficialmente riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Un iter lunghissimo, presentato dall’associazione Tutela Razze Siciliane direttamente al Ministero, giunge finalmente a compimento”. Lo scrive in una nota Giovanni Cirasa, presidente dall’associazione Tutela Razze Siciliane. ”L’associazione – prosegue la nota – si è battuta sin dai primi anni 2000 per ottenere il riconoscimento nazionale di questa razza. Nel frattempo sono falliti enti, cambiati dirigenti e perfino la normativa. Già due anni fa il decreto era stato bloccato a causa di una denominazione errata e di uno standard che si riferiva chiaramente a un’altra tipologia di avicoli e incroci vari. L’associazione ha raccolto centinaia di documenti che attestano la presenza e l’allevamento della Cornuta di Caltanissetta nella provincia. Presso il museo di Marianopoli (CL) sono conservati numerosi vasi che raffigurano questi animali, caratterizzati da una cresta a forma di corna di bue molto ampi.
Grande soddisfazione tra soci e allevatori che da anni selezionano questi animali, anche per il riconoscimento della nomenclatura originale considerata “offensiva” e che si era arbitrariamente cercato di modificare con altri nomi di fantasia. La Cornuta di Caltanissetta rimane un animale fortemente legato al territorio nisseno e viene allevato anche per scopi economici per la produzione di uova e per la preparazione della ricetta Pollo alla nissena”, conosciuto in tutto il mondo. I soci dell’associazione possiedono un marchio registrato, “Cornuta di Caltanissetta”, che verrà apposto sulle confezioni. Un risultato importantissimo per tutti i siciliani, che potranno finalmente trovare sulle proprie tavole le uova di una razza autoctona. Attualmente, Tutela Razze Siciliane collabora con l’Università di Messina per la caratterizzazione delle uova, un lavoro che ha richiesto oltre un anno di lavoro. I risultati verranno pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali, offrendo così un confronto diretto con le uova di altre razze e potremmo finalmente avere un prodotto tipico nisseno”.

