Dal 19 aprile fino al 19 ottobre presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Modica, sarà possibile visitare la mostra ‘Io, Renato Guttuso’ a cura di Giuliana Fiori e Anna Papale. Si tratta della seconda tappa, la prima risale al 2020 presso il Comune di Noto, di questo progetto espositivo organizzato da Sikarte, associazione culturale siciliana che si propone come punto d’unione tra location d’eccezione e artisti storicizzati e contemporanei, cercando di rendere più fruibili al pubblico i luoghi unici del territorio isolano anche attraverso l’ideazione di mostre d’arte. Intento dichiarato della mostra è scandagliare l’animo forte e poliedrico di Renato Guttuso, il suo Io più profondo e intimo. Sarà, infatti, realizzato un racconto visivo attraverso un’accurata selezione di opere – oli e disegni – che sveleranno il Guttuso uomo, artista, intellettuale, politico e scenografo. Ogni lavoro esposto mostrerà un lato pubblico o privato della sua vita. Io, Renato Guttuso è una mostra/racconto dell’artista che ne ripercorre le varie fasi creative e di vita con i relativi stati d’animo. Dalla sua nostalgia per la Sicilia al suo trasferimento a Roma, dai suoi affetti/amori all’eros e alle muse ispiratrici.
E ancora, dal suo impegno politico ai simboli dei valori sociali palesati nelle sue nature morte e nelle tele dal taglio storico in cui racconta le battaglie per l’uguaglianza sociale. Infine, la sua prolifica produzione di scenografie per il teatro, e la cospicua collezione di bozzetti dei costumi di scena, risalenti anche agli anni ’50. “La mostra – spiega Anna Papale, co-curatrice dell’esposizione – intende documentare il percorso artistico e l’impegno sociale di Guttuso, artista noto per le sue energiche rappresentazioni, ricche di esuberanti suggestioni espressive. Al tempo stesso si propone come un mezzo per raccontare Renato Guttuso nella sua intima quotidianità, un modo per ripercorrere l’iter emotivo, intenso e passionale, che egli trasfuse a piene mani nella sua avventura creativa. Una duplice chiave di lettura dunque – aggiunge- dell’artista e di Renato, uomo intellettuale e popolare, cittadino militante, dalla quale traspare una densa vitalità e una libera (e spesso trasgressiva) partecipazione a tutto tondo alla realtà del suo tempo, vicina, vicinissima e lontana”. (Adnkronos)
