Un video che racconta la storia di Vincenzo Mulè, giovane di Cattolica Eraclea ucciso all’età di soli quindici il 9 febbraio 1981 in un agguato di mafia ordinato da Totò Riina, vince a Rescaldina (Milano) il primo premio del concorso ”RicordaTela: storie di mafia e ingiustizia”. A realizzare il video vincitore al concorso di arte e racconti di storie di mafia e ingiustizia che hanno coinvolto minorenni sono stati gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Cerro Maggiore (Milano).
La premiazione si è svoltaieri sera presso La Tela a Rescaldina. Il concorso è stato promosso dall’Osteria sociale del BuonEssere, che si trova in bene confiscato alla ‘ndrangheta a Rescaldina, in collaborazione con il Presidio territoriale di Libera Legnano intitolato a “Antonella Valenti, Ninfa e Virginia Marchese”, il Patto dei sindaci dell’Altomilanese e il Comune di Rescaldina, Assessorati all’istruzione e alla legalità. E’ stato chiesto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del Legnanese di ricercare informazioni sulle vittime innocenti di mafia minori di diciannove anni e di raccontare la loro storia con brevi racconti, opere grafiche o fumetti. Hanno partecipato 23 classi di 10 scuole diverse, presentando 44 opere che verranno pubblicate in un volume prodotto da La Tela, che racconterà le storie di giovani vittime di mafia. Il video su Vincenzo Mulè, vincitore al concorso ”RicordaTela: storie di mafia e ingiustizia”, pubblicato sul canale YouTube di Enjoy Cattolica Eraclea
Vincenzo Mulè, di Cattolica Eraclea, nato il 23 luglio del 1965, fu assassinato all’età di soli quindici il 9 febbraio 1981, in un agguato lungo il fiume Platani, in territorio di Cianciana. Le vittime – che si trovavano su un trattore quando entrò in azione il commando di fuoco – furono Liborio Terrasi, 47 anni, Domenico Francavilla, 32 anni, di Cattolica Eraclea, Mariano Virone 47 anni, di Raffadali e il giovane cattolicese Vincenzo Mulé.
Obiettivo predestinato dei sicari arrivati da Corleone su ordine del boss Totò Riina – Salvatore Madonia e Giovanni Brusca, come rivelò poi quest’ultimo da pentito – era l’allora boss di Cattolica Eraclea Liborio Terrasi, entrato in conflitto con il capo mafia di Ribera Carmelo Colletti (poi anche lui assassinato). Insieme a Terrasi furono uccise le persone che erano con lui, riconosciute poi dallo Stato come vittime innocenti della mafia. Una carneficina definita all’epoca dai giornali la “strage del Platani”.


