Un momento di riflessione per ricordare e rinnovare un impegno cruciale: quello contro la mafia, attraverso le lenti e le parole del giornalismo. Stamani, il teatro Monsignor Muratore di Villa Butera a Bagheria, ha ospitato l’evento “Giornalisti contro la Mafia: Memoria e Impegno”, promosso dal Comune di Bagheria con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dell’Associazione Siciliana della Stampa FNSI. A condurre la mattinata, la giornalista Marina Mancini. L’incontro si inserisce nel solco delle commemorazioni per il giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, a 33 anni dalla strage di Capaci.
“La memoria, infatti, per non scadere in una retorica sterile e vuota, deve camminare di pari passo con l’impegno”, ha dichiarato Mancini, introducendo il tema centrale: il sacrificio dei giornalisti caduti per mano mafiosa e il ruolo dell’informazione corretta e coraggiosa. Da remoto ha partecipato il neo presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Concetto Mannisi. Il cuore dell’evento è stato il ricordo commosso degli otto giornalisti siciliani uccisi dalla mafia: Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Pippo Fava, Mauro Rostagno e Beppe Alfano.
Tra le testimonianze quella di Giulio Francese, figlio di Mario Francese, cronista del Giornale di Sicilia ucciso il 26 gennaio 1979 per le sue inchieste sull’ascesa dei Corleonesi e gli intrecci tra mafia e appalti, e fratello di Giuseppe, che dedico la vita a scavare per far riaprire l’inchiesta sui responsabili dell’omicidio del padre, prima di togliersi la vita. “Bisogna raccontare la storia di persone che non si girano dall’altra parte. Mio padre ha dato tanto e ha ricevuto poco,” ha detto Francese, definendo il fratello Giuseppe “un gigante fragile”. Toccante anche il racconto di Chicco Alfano, figlio di Beppe Alfano, corrispondente de “La Sicilia” ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 gennaio 1993. Ha chiuso i lavori Roberto Leone, vicesegretario vicario di Assostampa Sicilia, che ha rievocato il ruolo storico del giornale “L’Ora” nelle inchieste sulla mafia. (ANSA)

