L’assessore del Comune di Licata Maria Sitibondo si e’ dimessa in seguito alla notifica della misura cautelare dell’obbligo di dimora nell’ambito di una maxi inchiesta su un giro di tangenti legato ad alcuni appalti. “Ho maturato tale decisione perche’ non voglio che la mia attuale condizione di indagato nell’ambito di un procedimento penale avanti la Procura di Agrigento vertente su accuse che coinvolgono la mia posizione di amministratore possa prestarsi a qualsivoglia strumentalizzazione e, comunque, possa recare un qualche pregiudizio all’attivita’ amministrativa, alla giunta, al sindaco e soprattutto alla citta’ di Licata che con dedizione e onore ho cercato di servire”. Inizia cosi’ la lunga lettera firmata da Maria Sitibondo con la quale l’ormai ex assessore della giunta Balsamo lascia l’incarico.
A lei, insieme al dirigente dell’Utc Salvatore Alesci, era contestata una presunta pressione indebita per la selezione delle imprese da far lavorare per la realizzazione di un complesso turistico di lusso a Licata. “Confido di riuscire a dimostrare la infondatezza delle accuse che mi vengono mosse ed ho piena fiducia nella funzione della magistratura alle cui valutazioni mi rimettero’ con serenita’ e lealta’ – continua la lettera – e credo anche che la mia difesa, e la considerazione delle mie ragioni, potra’ essere meglio apprezzata in assenza di cariche di diretta amministrazione”. (AGI)
