
“Da protagonista principale della mia vita pubblica e privata ho raccontato ogni verità senza tralasciare alcun dettaglio, dissipando quei dubbi legittimi frutto anche di una campagna mediatica che ha cercato, in maniera sistemica, di nuocere non solo a me, ma anche all’immagine del mio partito, questione che mi ha molto addolorato”. Lo dice il presidente dell’Ars ed esponente di FdI, Gaetano Galvagno, parlando dell’audizione presso i probiviri del partito che lo hanno ascoltato in merito all’inchiesta di Palermo che riguarda, anche la gestione di alcuni fondi regionali.
“Ho rivendicato con rigore la legittimità del mio operato istituzionale – aggiunge -. Sull’ipotesi di peculato ho già dimostrato come eventualmente sia stato interpretato sino ad oggi il regolamento ed ho ribadito la necessità di redigerne uno nuovo che possa essere chiaro e non equivocato in futuro – aggiunge -, un’iniziativa che è già oggetto di esame da parte degli uffici dell’Ars. Come ho avuto modo di sottolineare all’inizio di questa vicenda, chi come me riveste ruoli di responsabilità deve sempre garantire le giuste spiegazioni sul proprio operato ed è doveroso che si sottoponga con serietà ad ogni analisi non solo della propria attività istituzionale, ma anche della sua vita privata: è uno dei tratti fondamentali che caratterizza l’appartenenza a Fratelli d’Italia, la casa politica in cui mi sono sempre riconosciuto e che, proprio attraverso istituzioni come il collegio dei probiviri, si conferma essere il partito serio che oggi governa con merito la nostra nazione”. (Red/Dire)
