
Porta il nome dell’autore “Liuke”, è questo il titolo del nuovo album del musicista Luca Polizzi, in arte Liuke. Chitarrista ,compositore, musicista eclettico e versatile. Quindici brani interamente composti dallo stesso artista, di cui quattro con strumenti e voce, cantati in inglese e in siciliano. Registrato tra l’Olanda e la Grecia, a Groningen e ad Atene. Un album che, come il precedente (Liuke in New York- marzo 2024) conferma l’ampio respiro di una produzione internazionale che ha visto coprotagonisti altri 13 musicisti provenienti da: Russia, Stati Uniti, Spagna, Nepal, Olanda, Grecia e Italia. E’ il caso di dire che, se il mondo è in guerra, la musica può riconnettere all’essenza e alla pace.
“Ogni composizione – spiega Liuke – racconta una storia su come tornare alle origini, su chi siamo e sulla consapevolezza del mondo attorno a noi. Non dobbiamo essere vittime di questo stato di follia stravagante che abbiamo creato”. Alla base dell’opera, dunque, domande importanti sull’esistenza e sul malessere prodotto dai meccanismi virtuali e contorti del mondo attuale che, se non si è vigili, rischia di travolgere tutti nell’ansia e nella paura.
“Alcune delle mie composizioni – aggiunge Liuke – sono frenetiche e selvagge, come può esserlo la città, altre calme e nostalgiche come la natura. Attraverso questa dualità e diventando consapevoli delle differenze, riconnettendo mente e corpo, chi si porrà all’ascolto troverà la sintesi, che è l’album intero ed è lo spazio per me”.
