
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del titolare dell’impianto di lavaggio dei fanghi del porto di Trapani a Porto Empedocle, rendendo definitivo il sequestro gia’ disposto. Secondo le indagini coordinate dalla procura di Agrigento nell’operazione “Dirty Mud”, i fanghi destinati al trattamento venivano accumulati e smaltiti in discarica senza subire la lavorazione prevista. Le attivita’ di dragaggio del porto di Trapani prevedevano il passaggio dei fanghi attraverso un impianto mobile denominato “sediment washing”, posizionato sul molo di levante di Porto Empedocle con deposito temporaneo in localita’ Caos.
L’accusa sostiene che i fanghi non fossero trattati correttamente e fossero conferiti illecitamente in discariche, tra cui una struttura ad Agrigento di circa 10.000 metri quadrati, contenente rifiuti speciali e fanghi compatibili con quelli del porto. Nel procedimento erano gia’ stati disposti sequestri e presentate denunce per frode nell’esecuzione di un appalto pubblico da quasi 60 milioni di euro e per smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali. (AGI)
