Anche l’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali nel mirino del “comitato d’affari occulto” guidato da Salvatore Cuffaro e dai suoi sodali. E’ la tesi della procura di Palermo che indagando sugli appalti di alcune Asp siciliane ha scoperto che le ramificazioni politiche di Cuffaro – indagato per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione con Carmelo Pace, capogruppo della Nuova Dc all’Ars, Saverio Romano, parlamentare di Noi Moderati, imprenditori e diversi funzionari e dirigenti delle Asp – sono presenti anche nell’assessorato di via Trinacria. Per questo Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali, e’ indagata per violazione di segreto d’ufficio.
“Il Dipartimento di cui la Di Liberi e’ dirigente generale – scrivono i pm che coordinano l’inchiesta – servivano spesso da punto di riferimento per alcuni incontri fra Cuffaro, i suoi sodali e i propri uomini di fiducia. Evidentemente, gli incontri presso i suddetti locali servivano per concordare strategie illecite, quali quella di ottenere in anticipo i bandi del Dipartimento, e in generale dell’amministrazione regionale, di futura pubblicazione per favorire ‘gli amici'”. Il 5 dicembre 2023 e’ Vito Raso, storico collboratore dell’ex governatore, che rivolgendosi a Cuffaro dice: “Toto’… Letizia aveva in anteprima il bando… questo per gli autistici… tu lo devi dare a qualcuno in particolare?”. E Cuffaro: “I bandi prima di essere pubblicati li deve mandare a tutti i nostri amici…”. A Cuffaro – da Di Liberti tramite Raso – sarebbe stato anticipato anche un altro bando, da 9 milioni di euro per la formazione dei detenuti, poi pubblicato a fine giugno 2024. (AGI)

