Agrigento è la città media italiana più colpita dagli eventi meteorologici estremi negli ultimi undici anni. Dal 2015 a settembre 2025, la città dei templi ha registrato 28 episodi tra allagamenti, trombe d’aria, raffiche di vento e ondate di calore, conquistando la maglia nera tra i comuni con una popolazione compresa tra 50mila e 150mila abitanti. È quanto emerge dal nuovo report “CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane” di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol.
In tutta Italia, nello stesso periodo, si contano 811 eventi estremi, di cui 97 solo nei primi nove mesi del 2025. Le città di medie dimensioni risultano le più vulnerabili, con il 48% degli episodi totali. Dopo Agrigento, nella classifica dei comuni più colpiti figurano Ancona (14 eventi), Fiumicino, Forlì e Como (11 ciascuna). Le cause principali sono piogge torrenziali, esondazioni e raffiche di vento che mettono a dura prova infrastrutture, trasporti e sicurezza urbana.
Nonostante la frequenza crescente di fenomeni estremi, solo il 39,7% dei comuni italiani sopra i 50mila abitanti ha adottato un piano di adattamento climatico. Agrigento, come molte altre città del Sud, paga la mancanza di strategie strutturali e di investimenti in prevenzione. Legambiente richiama “l’urgenza di politiche locali più efficaci per ridurre i rischi e aumentare la resilienza urbana”.
