Salvatore Cuffaro, “in quanto vertice del sodalizio, nelle proprie interlocuzioni con i terzi si esprimeva in termini di strategie ‘politiche’ e riconduceva ogni suo comportamento agli interessi del partito di cui e’ segretario, la Nuova Democrazia cristiana”. Spesso, in altri termini, afferma la procura di Palermo nella richiesta di arresti domiciliari per l’ex governatore, “sovrapponeva il piano dell’associazione criminale con quello del partito di cui e’ segretario, lasciando intendere, soprattutto agli interlocutori estranei al sodalizio, di agire per conto della Nuova Democrazia cristiana”. Evocativa appariva, al riguardo, una conversazione nella parlando della necessita’ di favorire al concorso per la stabilizzazione degli oss a Villa Sofia – Cervello per compiacere soggetti vicini all’associazione, affermava: “vabbeh… d’altronde a questo serve… non serve solo a fare bene al pubblico, serve anche a fare bene a Democrazia cristiana”.
Cuffaro “sfruttava le conoscenze e i rapporti di forza che trovavano genesi nel partito per adottare comportamenti, in parte aderenti ai piani politici, in parte funzionali alla realizzazione del progetto criminoso perseguito dai consociati”. E il partito di cui Cuffaro e’ segretario, “era fonte di conoscenze, interessi ed equilibri per il sodalizio capeggiato dall’ex governatore, che operava per ottenere l’ampliamento del bacino elettorale, quando non contributi economici, a vantaggio della Nuova Democrazia cristiana”.Cosi’ “nella struttura dell’associazione per delinquere cosi’ impostata, percio’, Cuffaro era indubbiamente capo e promotore e svolgeva un ruolo preminente in seno alla stessa rispetto agli altri associati, aveva poteri decisionali e deliberativi autonomi, sovraintendeva alla complessiva gestione del sodalizio, ricopriva incarichi direttivi e risolutivi nella vita dell’organizzazione e nel suo quotidiano agire rispetto ai propositi delinquenziali”. (AGI)
