Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare in carcere per Giovanni Pio Galiano, 22 anni, Raffaele Mattia Avarello, 19 anni, Giuseppe Galiano, 48 anni, e Carmelo Marchese Ragona, 56 anni, tutti di Ravanusa, coinvolti nell’inchiesta sul pestaggio di un disabile avvenuto nella villa comunale del paese. Secondo il gip, gli indagati “non hanno mostrato alcun segno di pentimento” e permangono i rischi di reiterazione del reato.
Ai due piu’ giovani e’ contestato il reato di lesioni aggravate in concorso, mentre agli altri due quello di atti persecutori per le minacce rivolte alla vittima e ai familiari, finalizzate a far ritirare la querela. Durante gli interrogatori, assistiti dagli avvocati Calogero Meli e Salvatore Manganello, Giovanni Pio Galiano ha negato di aver partecipato all’aggressione, sostenendo di essere stato presente ma di non aver colpito la vittima. Avarello, invece, ha ammesso di trovarsi sul posto, parlando di una lite degenerata e non di un pestaggio organizzato, negando anche l’uso di un tirapugni.
Gli indagati hanno inoltre respinto le accuse di minacce, definendo i contatti con la famiglia della vittima “semplici trattative per un risarcimento”. Il giudice ha ritenuto non credibili le versioni fornite e ha confermato la misura cautelare, sottolineando la gravita’ dei fatti. La vittima, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata accerchiata e colpita con calci e pugni, riportando fratture al volto e danni alla vista. (AGI)
