Con cinque condanne e ventuno assoluzioni si è concluso il processo di primo grado scaturito dalla maxi inchiesta “Sepultura”, che aveva acceso i riflettori su un presunto traffico e smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di contrada Principe, a Camastra. Dopo quasi dodici anni dal primo accesso dei carabinieri del Noe, il verdetto è arrivato dal tribunale di Agrigento, presieduto da Wilma Angela Mazzara. Il pubblico ministero della Dda di Palermo, Eugenio Faletra, aveva chiesto otto condanne e diciotto assoluzioni.
Due anni di reclusione, con pena sospesa, sono stati inflitti a Donato D’Angelo, Calogero e Salvatore Alaimo e Alfonso Bruno, ritenuti colpevoli di traffico illecito di rifiuti. Un anno a Giuseppe Pistone. Disposta anche una sanzione pecuniaria di 60mila euro per una delle società coinvolte.
Ventuno imputati, tra cui imprenditori e tecnici, sono stati assolti. L’inchiesta riguardava la gestione della discarica A&G srl, dove sarebbero stati smaltiti rifiuti pericolosi provenienti da bonifiche e cicli produttivi. L’accusa ipotizzava un sistema che avrebbe favorito imprese e gestori con tariffe ridotte, ma le prove hanno retto solo in parte.
