“Negli anni dell’immediato post-stragi, nel 1992, si manifesto’ una forte reazione morale e sociale, in certi casi religiosa, che porto’ a una mobilitazione significativa della societa’ civile. Ma negli ultimi anni, mi spiace dirlo, e’ venuta meno in parte l’indignazione popolare, e stiamo registrando evidenti e molto pericolosi passi indietro”. Lo ha detto il sostituto procuratore nazionale Antimafia e antiterrorismo, Nino Di Matteo, intervenendo alla cerimonia di intitolazione a Rosario Livatino della sala convegni della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate di via W. Konrad Roentgen a Palermo.
“Un pericoloso arretramento – ha sottolineato Di Matteo – che si manifesta nell’azione della classe dirigente, anche politica – che continua nella rassegnata indifferenza di tanti, e nella complicita’ di altri – nell’improntare la propria condotta secondo le bieche logiche del clientelismo, dell’avidita’ del potere, della logica del favore, della raccomandazione quando non anche della corruzione. Allora, ricordare oggi la figura di Rosario Livatino, fare memoria, deve rappresentare per tutti noi un’occasione di riflessione sulla insanabile e assoluta incompatibilita’ dei valori civili e cristiani che Rosario Livatino ha testimoniato con quelle logiche del potere, con il prevalere della forza sul diritto che caratterizzano a tutti i livelli i tempi bui che stiamo vivendo”. (AGI)

