É in corso la seduta all’Ars sulla mozione di sfiducia al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. A presiederla è il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. Pochi minuti fa la procura di Palermo ha chiesto per Galvagno il processo, con le ipotesi di corruzione e peculato. Presente in aula il presidente Schifani.
“Questa mozione di sfiducia ha già fatto raggiungere un risultato, abbiamo fatto ritrovare al presidente Schifani la strada per Sala d’Ercole. Altro che ‘parlamentarista convinto’, lei al massimo è convinto di essere un parlamentarista”. Lo ha detto Antonio De Luca, capogruppo del M5s, intervenendo in aula. “Altro che la sua sbandierata ‘guerra alla raccomandocrazia’ – ha aggiunto – Schifani ha il demerito di avere introdotto una forma di governo basata proprio sulle raccomandazioni”. “E visto che lei – ha proseguito De Luca rivolgendosi a Schifani – è amante dei premi, a tal punto da auto attribuirsene uno a spese dei siciliani, uno glielo assegno io nominandola ‘ambasciatore dei proclami fasulli'”. A proposito delle indagini che hanno coinvolto esponenti del governo regionale, De Luca ha detto “l’assessore Sammartino e l’assessore Amata, che sono coinvolti in procedimenti giudiziari, sono ancora in giunta invece i due assessori di Cuffaro sono stati cacciati, nonostante non risultino indagati. Come mai questa differenza di trattamento?”. De Luca ha concluso annunciando il voto di sfiducia del Movimento 5 Stelle.
Così Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars “Mi rendo conto di parlare ad un governo che non c’è più. Al di là dell’esito della votazione di oggi, infatti, questo governo ha già esaurito ogni ragione politica di rimanere in carica. E non ha fallito solo in quest’aula parlamentare, ha fallito fuori da qui, ha fallito tra la gente, tra i siciliani che – ancora una volta – sono stati mortificati da chi li rappresenta. Parlo ad un governo che non c’è più, perché si regge su una maggioranza che ormai è in guerra aperta al suo interno, tra i partiti e perfino dentro gli stessi partiti che la compongono. Parlo ad un governo che ha fallito da un punto di vista politico, amministrativo e dal punto di vista della credibilità pubblica”. In riferimento alle recenti indagini sulla sanità, Catanzaro ha detto: “Il panorama che si è svelato con gli ultimi fatti di cronaca era ampiamente prevedibile a dispetto di sbandierate redenzioni poco credibili, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio. E proprio di lupi ha parlato monsignor Lorefice quando ha detto che a governarci sono lupi rapaci. Una buona amministrazione non si giudica dagli scandali che riesce a scanzare. Una buona amministrazione gli scandali li previene. E’ fondamentale effettuare i controlli, perchè quando non ci sono o sono deboli si aprono le porte per la mala gestio”.
“Re Schifani è nudo. L’inadeguatezza del suo governo è nota a tutti. Ordina ai suoi cortigiani di premiarlo e di incensarlo. Si è guadagnato il nome di ‘Totò Schifani’. Lei non è stato il vero presidente, era Totò Cuffaro”. Così il deputato Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente, nel corso del suo intervento in aula.

