
“Dal 4 novembre all’8 dicembre sono rimasto in casa: la mia assenza dal Parlamento è stata una forma di rispetto nei confronti del presidente della Regione, del governo e di tutti i colleghi parlamentari. Non ho voluto creare imbarazzo a nessuno anche se, a norma di legge, avrei potuto partecipare ai lavori”. Il capogruppo della Democrazia cristiana all’Ars, Carmelo Pace, torna a prendere la parola a Sala d’Ercole a 45 giorni dallo scoppio dell’inchiesta della procura di Palermo su presunti illeciti nella gestione di concorsi, pubblici, nomine e appalti nella sanità siciliana. Per il deputato agrigentino, accusato di corruzione, il gip ha respinto la richiesta d’arresto avanzata dalla Procura. (Dire)
