“Si è tanto parlato di un messaggio che ho scritto alle 4 di notte e inviato ai capigruppo: era un richiamo. Dire cha alcuni deputati erano rimasti a ‘bocca asciutta’, era un modo per far presente che alcuni di loro hanno dovuto rinunciare a norme su cui avevano lavorato per 45 giorni. Penso ad esempio a Luisa Lantieri (FI) e la norma su un tema delicato come l’endometriosi, non mi pare sia così scabroso”.
Così il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno nel suo discorso per il tradizionale scambio di auguri di fine anno con la stampa parlamentare. Galvagno ha poi spiegato di aver fatto riferimento “alle tabelle e alle riserve perché erano gli unici articoli rimasti nel testo su cui agire, perché non si poteva emendare su aggiuntivi. Ne ho parlato con tutte le forze politiche, passando poi dalla capigruppo che si è espressa con un voto all’unanimità. Parliamo di nome che riguardano le comunità alloggio, le parrucche per le donne malate oncologiche, i servizi integrati per gli studenti disabili. Forse – ha aggiunto – non c’era tutto questo grandissimo scandalo”.
Sullo stralcio di 77 articoli e la conseguente tensione nella maggioranza, Galvagno ha precisato: “Abbiamo buttato il bambino con l’acqua sporca perché si è deciso di procedere col metodo - ovvero eliminare tutti gli articoli ordinamentali – e non nel merito come io avevo suggerito. Quando si trattano temi sensibili, come quelli proposti da Marianna Caronia e Luisa Lantieri, che poi vengono stralciati è normale arrabbiarsi. Lantieri ha avuto ragione. Se lavori per 40 giorni su un tema sensibile, porti un emendamento che diventa parte integrante del testo e poi non si vota, ci sta rimanere seccati. Anche io ero arrabbiato”. (Adnkronos)

