L’ondata influenzale che ha colpito l’Italia nel gennaio 2026 non risparmia la Sicilia, dove l’indice di incidenza si attesta a 13,1, leggermente sopra la media nazionale di 12,7. Nell’isola, come nel resto del Paese, il picco sembra superato, ma la prudenza resta d’obbligo. Le autorità sanitarie regionali invitano a non abbassare la guardia, soprattutto tra bambini e anziani, le fasce più vulnerabili.
In tutta Italia sono già 9,2 milioni le persone costrette a letto, con previsioni che parlano di 16 milioni di casi entro maggio. Mentre la Campania registra un’incidenza quasi doppia rispetto alla media nazionale, la Sicilia mantiene una situazione più stabile, grazie anche alla diffusione della vaccinazione e a una crescente attenzione verso la prevenzione.
Gli esperti ricordano che, oltre al vaccino, un ruolo chiave è svolto dall’alimentazione. Cereali integrali, legumi, pesce e frutta secca — prodotti tipici della dieta mediterranea e facilmente reperibili nelle tavole siciliane — aiutano a rafforzare il microbiota intestinale, vero alleato del sistema immunitario. Anche yogurt e kefir, alimenti fermentati sempre più diffusi, contribuiscono a mantenere l’equilibrio dell’intestino, definito dagli studiosi “secondo cervello”.
In un inverno caratterizzato da forti sbalzi termici e giornate brevi, la Sicilia risponde con la forza della sua tradizione alimentare e con la consapevolezza che la salute passa anche dalla tavola.

